Quando la bellezza femminile dà una mano al Pil

07 ottobre 2015, intelligo
Quando la bellezza femminile dà una mano al Pil
di Francesco Martire 

In Italia, a partire delle ultime generazioni si assiste al fenomeno della bellezza “totale”. Nel senso che le donne sono ormai tutte belle. Sfido chiunque a trovarne una bruttina. Oddio! Non saranno tutte top model, ma mediamente sono, come minimo, carine. Tra l’atro (a parte “La volpe e l’uva”), a noi del “Norman people” le top model neanche ci interessano… troppo “impegnative”. 

Tale condizione estetica, è stata lungo i decenni determinata da diversi fattori: alimentazione più varia, maggior cura e igiene della persona, progressi di medicina e cosmesi, benessere diffuso, educazione genitoriale più dialogante. Tutto ciò ha fatto sì che le odierne fanciulle si innalzassero una spanna più in alto delle proprie mamme. 

Intendiamoci, tanto “bel vedere” non risolve i problemi del mondo, ma mitiga inique pulsioni, attenua le invidie, predispone meglio al dialogo sociale, il che non è poco. 

Insomma, quel che non si è mai riuscito a realizzare in politica economica, come per miracolo, si è verificato con la “redistribuzione” ampia e diffusa delle grazie dell’altra metà del cielo. C’è da dire che non sempre è stato così! 

Nelle passate epoche, le bellone conturbanti si contavano sulle punte delle dita in tutti gli ambiti: territoriali, scolastici, lavorativi.  Noi, maschietti delle generazioni più ingrigite e in preda a… “Caporetto ormonale”, frastornati da cotanto profluvio di fattezze mozzafiato, viviamo tal stagione un tantino… rammaricati! 

Eh sì … ci sarebbe piaciuto essere della partita. Non fosse altro, perché ci saremmo risparmiati la cinica civetteria di “quella del primo banco” (parafrasando Venditti), la più carina, quella che ci faceva innamorare come dei tonni e si sfiziava a tirarci un bidone dietro l’altro. Che tempi grami quelli nostri! Al punto che a noi ex abbindolati cronici, ci viene da levare alto un grido: “Abbasso il passato monopolio del sex appeal”, ben venga sì grande e democratica dovizia di formose e aggraziate simmetrie, ne siamo lieti! L’imbarazzo semmai sarebbe del mitico “Paride” nell’assegnare la “mela” alla più bella.

Il “Parini”, sull’argomento, spese così l’inchiostro: “Più dell’oro possanza sugli animi umani ha la bellezza”.  

autore / intelligo
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