Medioriente e venti di guerra, Pontecorvo (Dreyfus) avverte: "Ormai c'è una caccia all'ebreo autorizzata"

07 ottobre 2015, Marta Moriconi
Medioriente e venti di guerra, Pontecorvo (Dreyfus) avverte: 'Ormai c'è una caccia all'ebreo autorizzata'
Una palestinese avrebbe pugnalato due passanti ebrei alla Porta dei Leoni provocando la reazione di uno di questi che ha sparato colpi di arma da fuoco. Abbiamo intervistato Gianluca Pontecorvo, membro della Comunità ebraica di Roma e cofondatore del Progetto Dreyfus, che ci ha chiarito il suo punto di vista. 

Escalation a Gerusalemme. Un palestinese accoltella i passanti ebrei nella città vecchia. Cosa sta succedendo?

"Quanto sta accadendo in questi giorni nei quartieri della capitale d'Israele è davvero preoccupante. I terroristi stanno raggiungendo il loro obiettivo: non permettere una vita normale ai cittadini israeliani.
E' lunga ormai la lista di attacchi terroristici commessi da cellule palestinesi contro civili israeliani e purtroppo anche la sicurezza israeliana non riesce a trovare soluzioni efficaci e durature per risolvere il problema in quanto, nonostante la tanta prevenzione, gli attacchi potrebbero avvenire ovunque e per mano di chiunque. Anche questa mattina a farne le spese è stata una donna che adesso versa in gravi condizioni dopo che nei giorni passati il bilancio risulta essere davvero pesante: 4 morti e una decina di feriti.
Purtroppo finchè le autorità palestinesi, a differenza di quelle israeliane che reprimono e perseguitano legalmente i più violenti, incitano - anche apertamente - a compiere violenze contro gli ebrei non ci sarà mai fine a questa striscia di sangue".

Putin in Siria, cosa vi sembra?

"Il fatto che lo "zar" sia presente con l'aviazione (e non solo) sul suolo di Assad è semplicemente il frutto della politica estera deficitaria e remissiva dell'amministrazione Obama. Nonostante le migliaia di vittime e i milioni di profughi, la Siria è ancora quella polveriera su cui l'ISIS vuole mettere le mani per prevalere nel conflitto tra sciiti e sunniti. La cosa ancor più preoccupante rispetto alla presenza russa sul territorio è il solido asse che Putin ha costruito con Cina e Iran. Potenze che messe insieme possono davvero spostare gli equilibri mondiali. Dall'altra parte gli USA chiedono all'Italia di inviare i propri caccia a bombardare gli uomini di Al-Bagdadi. E' questa la soluzione che Washington ha individuato per risolvere la questione?".

Venti di guerra. Israele come legge la situazione attuale?

"Nei West Bank Fatah e i vari gruppi terroristici ad essa collegati continuano a commettere omicidi contro civili. Da Gaza sporadicamente continuano a piovere razzi sulle città israeliane mentre l'Iran continua pedissequamente nella sua linea di voler distruggere, anche con l'aiuto dei libanesi di Hezbollah, lo Stato d'Israele. Dal Golan arrivano sempre più forti gli echi della battaglia siriana. Quella che Netanyahu sta affrontando non è una situazione facile da gestire ma nemmeno nuova". 
Dovrebbe essere l'Occidente ad offrire il proprio supporto per risolvere la questione, svegliandosi dal tepore che fino ad oggi lo ha caratterizzato. Ci vogliono prese di posizione forti di tutti i leader mondiali di quella che sembra ormai essere una caccia all'ebreo autorizzata".

Immigrazione fuori controllo. Gli ebrei hanno paura di quella "culturalmente non sostenibile"?

"Gli ebrei conoscono perfettamente cosa significhi la parola "immigrazione" essendo un popolo che storicamente è stato costretto dalla storia a dover trovare sempre nuove mete per poter sopravvivere. La parola "immigrazione" senza essere accompagnata da "integrazione" assume solo un valore parziale". 

In questo, non esiste secondo me un'immigrazione "culturalmente non sostenibile". E' un problema che lo Stato, in questo caso l'Italia, dovrebbe risolvere a monte.

"Il diritto di ogni essere umano di lottare per la propria sopravvivenza deve essere garantito a ciascuno e l'Italia si è sempre comportata egregiamente ponendosi come esempio di paese garante dei diritti umani. Non possiamo però, come italiani, metterci nelle condizioni, proprio per garantire i diritti umani "altrui", di condizionare la vita del nostro paese".
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