Blitz anticamorra: la Dda di Napoli arresta la guerra fra Buonerba e Sibillo

07 ottobre 2015, Luca Lippi
Blitz anticamorra: la Dda di Napoli arresta la guerra fra Buonerba e Sibillo
La Dda (Direzione distrettuale antimafia) ha emesso provvedimenti restrittivi per undici persone a seguito della chiusura indagini per forti contrasti venuti alla luce fra clan rivali.

I clan in questione sono “i capelloni” legati al clan Mazzarella del quale i componenti sono (secondo gli inquirenti) del gruppo camorristico legato alla famiglia Buonerba. Il clan rivale è quello composto da una nascente (già operante sul territorio) associazione camorristica composta (sempre secondo gli inquirenti) dai Sibillo, Giuliano, Brunetti, Amirante.

Gli arrestati del gruppo Buonerba (i cosiddetti capelloni) sono Antonio Amoroso, Assunta Buonerba, Gennaro Buonerba, Salvatore Criscuolo, Andrea Manna, Salvatore Mazio, Luca Mazzone, Luigi Scafaro, Salvatore Sequino, Emilia Sibillo, Vincenzo Valente.

Gli addebiti contestati dalla Dda di Napoli sono associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, tentativo di omicidio, porto e detenzione illegale arma fuoco, tutti aggravati dal metodo mafioso.

La zona oggetto della conquista territoriale era il quartiere napoletano di Forcella allo scopo di dominare il traffico di droga e gestire il business del racket (estorsioni).

L’allarme degli inquirenti è scattato a seguito auna vera e propria guerra tra il gruppo Buonerba e i fratelli Sibillo fra Forcella e via Oronzo Costa. Il ruolo delle donne è sempre più presente nella nuova trategia di composizione criminale delle associazioni di stampo mafioso.

Sempre secondo gli inquirenti della squadra mobile di Napoli emerge la funzione coordinatrice di Emilia Sibillo (38 anni), moglie di Giuseppe Buonerba che insieme ad Assunta Buonerba (29 anni) risulterebbe essere il capo e promotore del gruppo malavitoso.
Nelle stesse indagini è emerso anche il ruolo di Maria Buonerba (34 anni), sorella del reggente Gennaro, arrestata in flagranza di reato per detenzione di materiale esplodente e sostanze stupefacenti. Quest’ultima non rientra nell’operazione della Dda ma il collegamento è emerso nella ricostruzione dei componenti dell’associazione a delinquere.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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