Il sussidio di disoccupazione europeo è Made in Italy grazie a Padoan

07 ottobre 2015, Luca Lippi
Il sussidio di disoccupazione europeo è Made in Italy grazie a Padoan
Lo aveva anticipato il ministro Padoan, e oggi a Lussemburgo esporrà la sua proposta per un sussidio di disoccupazione.

Proporrà ai suoi colleghi europei un nuovo strumento, utile soprattutto per sostenere l’economia dei paesi UE che presentano maggiori criticità nel comparto del “mercato del lavoro” laddove la disoccupazione rappresenta situazioni di particolare nocumento.

Lo strumento previsto dal nostro ministro dell’economia dovrà essere amministrato dalla commissione Europea la quale dovrà detenere i fondi preposti all’erogazione.

Il sussidio “europeo” andrebbe a sostituire completamente ogni necessità di “reddito di cittadinanza” o “sostegno alla disoccupazione” gestito dai singoli Governi. I particolari saranno noti a fine audizione, ma non dev’essere uno strumento particolarmente complicato, è solamente una “europeizzazione” delle problematiche fin troppo lasciate nella responsabilità dei singoli governi, e questo stride con lo spirito unitario del vecchio continente e dell’Eurozona.

Nello specifico il Ministro Padoan dice: “Darebbe sollievo temporaneo ai Paesi colpiti da shock che generano più disoccupazione del gestibile, e poi sarebbe sospeso”

L’assegnazione dei fondi dovrebbe basarsi su un meccanismo che interpreta la dinamica che innesca il livello di disoccupazione e non il semplice livello di disoccupazione già raggiunto. Questo meccanismo sta a significare che lo strumento in oggetto è utilizzabile a 360 gradi da tutti i Paesi dell’eurozona, sia dai Paesi del Nord Europa che hanno bassi tassi di disoccupazione, sia da quelli del Sud come Italia, Spagna o Grecia che hanno un tasso di disoccupazione molto più elevato. Il sussidio extra durerebbe tra i sei e gli otto mesi, rimpiazzando tra il 40 e il 50% degli stipendi dei lavoratori.

Per attuare la proposta secondo Padoan (e non dubitiamo della sua perizia) non è necessaria alcuna modifica dei Trattati; il ministro Padoan ha già anticipato che la sua proposta riceverà molte critiche soprattutto dai burocrati tedeschi che intravedono nello strumento la motivazione a scoraggiare molti Paesi dell’Ue a promuovere le riforme strutturali richieste soprattutto nel mercato del lavoro. 

Tuttavia è un dato di fatto che qualunque tipo di sussidio è assolutamente inutile nei riguardi della risoluzione della disoccupazione strutturale, è quindi logico credere che un governo possa cedere all’illusione di poter riporre soluzioni esclusivamente da un provvedimento tampone, e quindi si esclude ogni possibilità che i governi rinuncino all’attuazione delle riforme.

Il sussidio dovrà essere esclusivamente una mano tesa dell’Europa a tutti i cittadini (senza distinzione) che devono attraversare un periodo complicato nell’attesa dei tempi tecnici necessari a fare entrare a regime le riforme, ovviamente ben fatte.

Padoan sta decisamente invitando l’Europa ad unirsi non solo “finanziariamente”, e promosso da un banchiere è sicuramente un buon segno. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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