Ddl Cirinnà, Roccella (Ncd): "Crisi di Governo? La mia risposta alla Manif"

07 ottobre 2015, Andrea De Angelis
"Noi chiediamo alle forze politiche che nel governo si sono sempre opposte al Ddl di rendere chiaro che la maggioranza entrerà in crisi se si proseguirà su questa strada". Così Filippo Savarese, portavoce di Manif Pour Tous Italia, nell'intervista odierna rilasciata ad IntelligoNews.
A parlare ora è l'onorevole Eugenia Roccella, deputata del Nuovo Centrodestra la quale ha spiegato al nostro giornale la sua posizione e quelli che potrebbero essere gli scenari futuri...

Ddl Cirinnà, Roccella (Ncd): 'Crisi di Governo? La mia risposta alla Manif'
La Manif Pour Tous, oltre ad annunciare una seconda discesa in piazza dopo quella del 20 giugno, si dice pronta ad azioni eclatanti...

«So che c'è in programma una manifestazione i primi di novembre il che è sacrosanto ed è importante che ci sia un'opinione pubblica così fortemente contraria da mobilitarsi nuovamente nel giro di pochi mesi. La capacità di portare persone in piazza è tanta». 

Come cambia la tenuta del Governo con il nuovo testo del disegno di legge sulle unioni civili?

«Il Pd è sulla strada delle forzature e sta ignorando quello che propongono gli alleati di Governo in modo anche plateale perché l'ipotesi di incardinare in Aula questo secondo disegno di legge il 16, vuol dire far saltare una discussione seria in Commissione. Noi non abbiamo fatti milioni di emendamenti, ma solo di merito. Il nostro non è un vero e proprio ostruzionismo, ma una battaglia il che è una cosa diversa. Non volere nemmeno la discussione su un tema divisivo come questo è preoccupante, anche se la Legge è di iniziativa parlamentare. Dunque il Governo non è direttamente coinvolto».  

Il Governo però, sempre secondo Savarese, starebbe negando che la stepchild adoption viene introdotta solo per legittimare le pratiche legate all'utero in affitto. 

«Non direi che il Governo lo nega perché la Cirinnà ha detto più volte che se lo si fa in Paesi dove è legale non può essere perseguito poi in Italia e dunque, nella sostanza, bisogna riconoscere i diritti genitoriali al compagno. Semmai c'è un po' di imbarazzo, questo sì. Anche perché dinanzi a tutte le obiezioni fatte il Pd ha detto che non si può perseguire in Italia ciò che è legale all'estero. Inoltre questo vale anche per gli eterosessuali». 

Come rispondete al Pd?

«Alla seconda cosa rispondiamo che per la prima volta si apre una porta normativa sull'utero in affitto, non è mai stata ancora aperta. In secondo luogo, venendo alla legalità all'estero, noi proponiamo che diventi un reato universale e dunque sempre perseguibile in Italia. Senza distinzioni eterosessuali ed omosessuali. Abbiamo posto questa precisa condizione per aprire una trattativa, ma l'alleato di maggioranza ha scavalcato la discussione in commissione per andare direttamente in Aula. Al di là di quello che dice Savarese, questo è un atto molto preoccupante». 

Dunque?

«Bisogna aprire una discussione all'interno del partito e dei gruppi. Accettiamo che su temi profondamente identitari, perché sulla visione dell'essere umano e della genitorialità e dunque, per essere chiari, stiamo toccando i bambini, ci siano maggioranze variabili?». 

Lo chiedo a lei. 

«Personalmente chiederò una discussione su questo punto». 

La domanda posta con forza dall'elettorato, dalle associazioni alla piazza del 20 giugno, è questa: se si prosegue in questa direzione ci sarà una crisi di maggioranza? Lei ha recepito questo messaggio e come risponde? Sì, no, forse?

«Ho già detto quello che penso: bisogna aprire una discussione. Questa alleanza se vogliamo stravagante tra centrodestra e centrosinistra fatta per le riforme, per uscire dalla palude della crisi e via dicendo, non ha mai avuto un programma di Governo concordato». 

Se il giorno successivo all'approvazione delle riforme arriva in Aula il Ddl Cirinnà che farete?

«Se l'alleanza deve diventare un'alleanza di lungo periodo, cioè strutturale, bisogna concordare un programma. Non ci possono essere alleanze variabili a seconda di quello che fa comodo al Pd. Se invece l'alleanza finisce qui, questo è un altro discorso». 







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