Italia degli studenti si unisce in 50 città contro Buona scuola

07 ottobre 2016 ore 10:27, Americo Mascarucci
Parte ufficialmente oggi l'autunno caldo della scuola italiana. 
Sarà la prima mobilitazione nazionale degli studenti nel nuovo anno scolastico, in attesa del primo sciopero generale di docenti e personale Ata già fissato per il 21 ottobre dai sindacati Usb, Unicobas, Usi "per la difesa dei diritti del lavoro e dello stato sociale". 
Una manifestazione intermedia tra quella di oggi e del 4 dicembre, è inoltre in programma per il prossimo 29 ottobre, giorno dell'apertura ufficiale della campagna elettorale sul referendum costituzionale. "Ora basta. Decidiamo noi" è lo slogan con cui gli studenti scenderanno in piazza in 50 città italiane, da Roma a Milano, da Napoli a Bari, passando per Torino e Bologna fino a Palermo.
"La riforma approvata nel luglio 2015 è solo il primo attacco sferrato dal governo Renzi contro la democrazia", dice all'AdnKronos Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Studenti che organizza e promuove la manifestazione.
"L'ultimo tassello di questo attacco è il referendum costituzionale - continua Picci - con cui il governo sta tentando di realizzare un accentramento di potere. Noi vogliamo difendere la sovranità popolare e la tutela della democrazia può partire solo dalle scuole".

Italia degli studenti si unisce in 50 città contro Buona scuola
Rete degli studenti medi, Unione degli Studenti e Unione degli Universitari spiegano in una nota:
"Vogliamo una legge nazionale sul diritto allo studio perché migliaia di studentesse e studenti, da Nord a Sud, sono esclusi dall'accesso ad un'istruzione gratuita e di qualità; no alla scuola-azienda: vogliamo contrastare un modello di impresa basato sulla competizione e la valutazione punitiva, perché esigiamo una scuola democratica e inclusiva; no ad un'alternanza scuola-lavoro come sfruttamento: vogliamo imparare a saper fare in percorsi che siano realmente formativi, al di fuori da ogni logica di sfruttamento e in aziende altamente qualificate; no al preside manager: vogliamo decidere insieme in assemblee partecipate da tutti coloro che vivono la scuola ogni giorno"
"Nessuno - continua la nota - deve più subire le decisioni autoritarie, ma contribuire a realizzare l'altra scuola possibile; no alla privatizzazione dei luoghi del sapere, che non permette di valorizzare la conoscenza come strumento contro malessere sociale e negazione dei diritti; no alla riduzione degli spazi di decisione di giovani e studenti, per rivendicare un posto fondamentale nella determinazione delle nostre vite in modo consapevole, critico e partecipato; no ad un futuro precario e all'imposizione di logiche di mercato nei luoghi della formazione, perchè ostacolano la libera scelta dei percorsi di studi". 
Insieme all'Unione degli Studenti domani manifesterà anche Link coordinamento Universitario: "Saremo in piazza perché pensiamo che l'università e la democrazia debbano essere per tutti - dice Andrea Torti, coordinatore del movimento universitario, all'AdnKronos - questa battaglia passa per il referendum, ma soprattutto contestiamo il crollo degli investimenti: lo 'Student Act' con i suoi tagli pregiudica infatti il diritto allo studio".

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