Ordigno in casa 5Stelle, la Questura: "mai parlato di atto intimidatorio"

07 ottobre 2016 ore 11:50, Micaela Del Monte
"Un ordigno non ci fermerà" è il titolo del post pubblicato ieri sul blog di Beppe Grillo a firma del leader dei 5Stelle e della sindaca di Roma Virginia Raggi. Due giorni fa infatti un oggetto non ben definito era stato trovato "un innesco di ordigno nell'abitazione di un collaboratore della giunta M5S" a Roma. 

Ordigno in casa 5Stelle, la Questura: 'mai parlato di atto intimidatorio'
Questo il testo integrale del post pubblicato sul blog: "Nessuno deve restare indietro, nessuno deve rimanere solo. Lo abbiamo detto sempre e lo diciamo con più forza oggi perché uno di noi, un cittadino, un collaboratore della giunta M5s di Roma, è stato oggetto di una minaccia inaccettabile in un Paese civile: il ritrovamento dell'innesco di un ordigno nella sua abitazione a Roma. Si tratta di un messaggio che le forze dell'ordine, alle quali va un ringraziamento per il lavoro svolto con serietà e discrezione, hanno valutato come un atto intimidatorio. Diamo fastidio a qualcuno". E poi: "Le indagini sono in corso e non vogliamo disturbare chi se ne sta occupando in queste ore. Siamo pronti a collaborare con le forze dell'ordine e chiediamo al ministero dell'Interno di intervenire quanto prima. Intanto, però, non dobbiamo lasciarci spaventare. Dobbiamo fare quadrato attorno a chi di noi viene attaccato, perché siamo una comunità unita che affronta i problemi insieme. Nessuno deve essere lasciato solo. Questo è il momento di dimostrarlo. I cittadini ci stiano vicino".

"Si tratta di un messaggio che le forze dell'ordine, alle quali va un ringraziamento per il lavoro svolto con serietà e discrezione, hanno valutato come un atto intimidatorio. Diamo fastidio a qualcuno", si legge dunque nel post. E subito sul web si è scatenato il tam tam di solidarietà e soprattutto di condivisione di post e like. Peccato però che a far saltare l'ipotesi dei grillini ci abbia pensato direttamente la Questura di Roma che in tarda serata ha fatto sapere attraverso un comunicato che nessuno ha "mai parlato di atto intimidatorio". Quanto all'innesco, in realtà si tratta di "tre pile avvolte tra di loro con un filo, una specie di giocattolo, una sorta di simulacro lasciato sul davanzale della finestra".
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