Campagna contro i pregiudizi per la Giornata della Sindrome di Down: le piazze

07 ottobre 2016 ore 23:59, Micaela Del Monte
Lavorare senza pregiudizi, in un Apple Store o gestendo il proprio bar, innamorarsi, progettare di convivere o sposarsi. Vivere insomma, senza alcun tipo di preconcetto o impedimento sociale. E' questo lo scopo della giornata nazionale della Sindrome di Down promossa da CoorDown Onlus e in programma domenica 9 ottobre 2016.  Un'intera giornata per sensibilizzare e favorire l'inclusione sociale di chi è affetto da questa sindrome. 

Il tema centrale della giornata è quindi l'autonomia che passa per l'inserimento nel mondo del lavoro e della vita quotidiana. n oltre duecento piazze italiane un messaggio di cioccolato in cambio di un contributo per sostenere i progetti di autonomia delle associazioni aderenti al CoorDown e per garantire una migliore qualità della vita e un futuro più sereno alle persone con sindrome di Down. 

Campagna contro i pregiudizi per la Giornata della Sindrome di Down: le piazze
Per questo domenica 9 ottobre in oltre 200 piazze in tutta Italia i volontari CoorDown offrire un messaggio di cioccolato equosolidale. Tutte le donazioni raccolte saranno utilizzate per finanziare i progetti di autonomia organizzati sul territorio e dedicati a giovani e adulti con sindrome di Down. La Giornata Nazionale 2016 è dedicata a tutti quei ragazzi e a quegli adulti con sindrome di Down che, grazie al fondamentale supporto delle famiglie e della comunità nella quale vivono, riescono a realizzare, ciascuno secondo le proprie possibilità, una personale dimensione di indipendenza e a condurre così una vita piena e ricca di significato. Domenica 9 ottobre sarà possibile recarsi in una delle oltre 200 piazze in tutta Italia, in prossimità di chiese e centri commerciali, dove i volontari e le famiglie delle associazioni aderenti al CoorDown (per info: www.coordown.it) offriranno un messaggio di cioccolato, realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale, in cambio di un contributo. In alcune città la campagna di raccolta fondi inizierà già da sabato 8 e proseguirà anche nei giorni successivi. I fondi raccolti durante la Giornata saranno utilizzati per finanziare i progetti di autonomia organizzati sul territorio e dedicati a giovani e adulti con sindrome di Down. 

Ma se da un lato l’obbiettivo primario è favorire l’inclusione sociale, dall’altro ci sono diversi gruppi di ricerca che stanno studiando nuovi possibili approcci per limitare i danni a livello neurologico derivanti dalla sindrome. Un approccio, in fase di studio da qualche anno, è l’utilizzo degli antiossidanti. Molti studi hanno dimostrato che nella sindrome di Down c’è un eccessivo stress ossidativo già a partire dal secondo trimestre di gravidanza, ovvero una iper-produzione di molecole tossiche capaci di danneggiare le strutture cellulari. Scopo dei ricercatori è trovare ora il modo per tamponarne l’effetto e fare in modo che la sindrome abbia il minor impatto possibile. 

La sindrome di Down è una condizione di origine genetica. Chi ne è affetto possiede una copia in più del cromosoma 21. Per questa ragione la sindrome è anche definita con il nome di "trisomia 21". Segnalata per la prima volta nel 1866 da John Langdon Down, l’evidenza che fosse il cromosoma in più a causare la malattia fu descritta nel 1959 dal genetista francese Jerome Lejeune. Secondo le statistiche nasce un bambino Down ogni 1200. Anche se non esiste un registro ufficiale diverse analisi indicano una crescente diminuzione di casi dovuti, in gran parte, al ricorso all’interruzione di gravidanza in seguito ai test di diagnosi prenatale. Da un punto di vista clinico la sindrome di Down si manifesta generalmente con un ritardo nella capacità cognitiva e nella crescita fisica e con particolari caratteristiche del viso e del corpo. Anomalie causate da un eccesso nell’espressione di quei geni presenti nel cromosoma 21. 
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