Canone Rai in bolletta, il problema c’è, ed è l’incasso

07 ottobre 2016 ore 12:14, Luca Lippi
Il canone Rai inserito nella bolletta elettrica pare proprio non funzionare al momento; se l’obiettivo era quello di abbassare, se non addirittura azzerare, l’evasione della tassa, ad oggi sembrerebbe fallito. 
Dopo i numeri (pubblicati il 19 settembre) dati dalle agenzie elettriche incaricate della raccolta, parlavano di un’evasione intorno al 50%. 
Secondo una dettagliata analisi della Slc-Cgil, il gettito fiscale del canone sarà più o meno pari a quando la tassa era pagata attraverso il classico bollettino.
Il Mise aveva smentito che le cifre di evasione fossero al 50%, sottolineando che l’Enel comunicava un’evasione vicina al 10% e che questo valore era più verosimile. Ma anche così, i conti non tornano. 
Se con un’evasione ridotta a zero l’extragettito sarebbe stato di 220mila euro, con un’evasione del 10% questo tesoretto viene annullato. E se anche si arrivasse ad un’evasione del 4%, il gettito aggiuntivo sarebbe di soli 100 milioni.
Il problema è che il Governo, prevedendo un extragettito oltre i 300milioni, ne aveva investito una buona percentuale, per la precisione il 33%, per finanziare le emittenti locali ed esentare dal pagamento del canone gli ultrasessantacinquenni. Stando così le cose, non è detto che gli attuali esenti possano rimanere tali a lungo.

Canone Rai in bolletta, il problema c’è, ed è l’incasso

L’ultimo aggiornamento ci conferma il presunto flop della nuova modalità di riscossione del canone Rai, il flop è soprattutto riferito alla lotta all’evasione dell’odiato balzello. 
Gli introiti versati nella casse del Tesoro attraverso la prima rata del canone, inserita nelle bollette della luce di luglio/agosto, non arriva nemmeno a 1 miliardo di euro, come risulta dai dati del Ministero dell’economia. Il comunicato del ministero scrive esattamente “quasi 1.000 milioni per le prime rate”.
Una cifra che non si avvicina minimamente ai 500 milioni delle previsioni del governo di extragettito rispetto le cifre incassate negli anni precedenti.
Ma il dato è ancora troppo “generico” dato che il Mef non specifica quale sia il periodo di riferimento. Si aspettano i dati che l’Agenzia delle entrate dovrebbe fornire nei prossimi giorni, dall’incasso totale all’ammontare delle richieste di esenzione, passando per il totale delle richieste di rimborso e degli anziani esenti di diritto, che si aggirerebbero attorno alle 300mila unità. A quel punto sarà possibile avere un quadro attendibile della situazione.

I conti non tornano comunque:
Sulla questione interviene il Codacons. Nonostante l’ottimismo dell’Agenzia delle Entrate e del governo, i conti non tornano. Il dato sembra sensibilmente più basso rispetto alle attese, da momento che (considerando anche le due o tre rate mancanti) sarebbe difficile immaginare a questo punto l’incasso di circa 1,861 inizialmente previsto.
Lo ribadisce il presidente Codacons, Carlo Rienzi: “Un dato molto lontano da quello preventivato e che sarebbe dovuto entrare nelle tasche della rete attraverso la prima rata. Il canone Rai si conferma così la tassa più odiata dagli italiani, e la scelta di inserire il balzello in bolletta non sta dando i risultati sperati, ma anzi sta producendo l’effetto opposto: gli utenti vivono la rivoluzione del canone come un abuso ingiusto, l’evasione prosegue e i cittadini si stanno ribellando all’imposizione del canone in bolletta, come risulta dai deludenti dati sugli incassi”.
Il Governo minimizza:
A giustificare la probabile parzialità dei dati c’è la spiegazione fornita dal viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, che nei giorni scorsi aveva sottolineato come una fetta della popolazione, ad esempio gli abitanti delle isole, pagano tramite F24 e non con la bolletta elettrica, e che per loro sarà possibile effettuare i versamenti entro il 31 ottobre. Infine, nel conteggio finale del gettito 2016 del canone Rai bisogna ancora aspettare gli altri 20 o 30 euro per gli ultimi mesi dell’anno, per arrivare al saldo totale dell’imposta Rai, che è appunto 100 euro. Perciò, il governo è molto ottimista sugli incassi del canone e punta a una somma finale di 1,86 miliardi per far felici le casse pubbliche.
Seguiamo l’evoluzione.

autore / Luca Lippi
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