Tasse: una leggenda il taglio e la lotta all’evasione?

07 settembre 2015, Luca Lippi
Tasse: una leggenda il taglio e la lotta all’evasione?
 Matteo Renzi è andato a Cernobbio, non è stato accolto da un applauso "spontaneo" e con la solita frase ad effetto: "Ora giù le tasse, ma basta piagnistei e salotti buoni". 

Platea "compostamente" allibita a parte, dal “Rapporto sulla realizzazione delle strategie di contrasto all’evasione fiscale”, si estraggono numeri interessanti. 

Gli incassi da attività di accertamento e di controllo dal 2006 al 2013 mostrerebbero un progressivo aumento: dai 4,3 miliardi di euro riscossi nel 2006, si è arrivati a più di tre volte tanto, 13,1 miliardi di euro, nel 2013. 

Come dichiarato dalla direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, lo scorso anno è stato segnato un nuovo record, che ha ritoccato al rialzo il già sorprendente dato del 2013: sono stati riscossi ben 14,1 miliardi di euro, molto al di sopra della cifra prudenziale di 3,8 miliardi di euro indicata dal governo nella Legge di Stabilità. Inoltre, i mancati introiti sono diminuiti dell’8% negli ultimi dodici anni.

Una notazione curiosa, il “centrodestra” è stato più produttivo del “centrosinistra”, Il tasso maggiore di recupero è avvenuto dal 2008 al 2011, da 6,9 a 12,7 miliardi, +5,8 miliardi (1,45 per anno), mentre dal 2012 al 2014 si è passati da 12,5 a 14,1, solo +1,6 miliardi (0,53 per anno).

Perché questi dati? Perché sembrerebbe allora che si tratti di propaganda quella "lotta all’evasione che se paghiamo tutti, paghiamo meno”. 

Tipica frase elettorale e destituita di ogni fondamento?

Intanto la pressione fiscale aumenta nonostante il recupero di miliardi di presunta evasione, significa che la lotta all’evasione fiscale ha funzionato benissimo, i numeri sopra ne sono la dimostrazione; il vero problema è che questi soldi recuperati non sarebbero serviti né a diminuire la pressione fiscale sulle famiglie, né a diminuire la pressione fiscale sulle imprese, né a finanziare una spending review, né a sostenere le fasce più disagiate, e neanche per una qualsiasi riforma strutturale della quale si percepiscano risultati tangibili. 

“Pagare tutti per pagare meno” sembra proprio uno slogan. Tutti i soldi recuperati con la lotta all’evasione sono finiti in tesoretti nascosti nelle “orecchie” del bilancio dello Stato e gran parte sono serviti e serviranno per “marchette” tipo gli 80 euro, e non per tutti? Vedremo...

Ma per diminuire le tasse bisogna diminuire la spesa pubblica, e devono essere soldi veri, non sgravi fiscali. Un conto sono i tagli e un altro sono gli sgravi.

Stiamo ancora aspettando il “il più grande taglio delle tasse mai operato da un governo”, che era stato annunciato lo scorso autunno: il taglio della tassa sulla prima casa. Scommetteteci la tredicesima, sarà fatto (forse) a deficit e non tagliando la spesa pubblica. Quindi un ulteriore debito che pagheremo comunque noi, tanto varrebbe lasciare le cose come stanno...

Poi un appunto: per evadere bisognerebbe guadagnare.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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