Profughi in Parrocchia, Don Leonardi risponde alle "polemiche pretestuose. Ma in pochi pronti"

07 settembre 2015, Marta Moriconi
Profughi in Parrocchia, Don Leonardi risponde alle 'polemiche pretestuose. Ma in pochi pronti'
All'Angelus l'appello del Papa per i migranti alle parrochie, alle comunità e ai santuari di Europa: "Ognuno accolga una famiglia di profughi, un gesto concreto in preparazione dell'Anno santo". Ma non tutti, anche tra i cristiani sono d'accordo. Abbiamo chiesto a Don Mauro Leonardi, sacerdote e blogger sull'Huffington Post, di offrirci la sua riflessione e anche di rispondere a qualche polemica che si sta sollevando...

"Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma". Accoglie la proposta di Papa Francesco? E lei cosa farà?

"Oggi quando ho sentito l'Angelus mi sono venuti i brividi. Cosa farò non lo so, ne sto parlando con le persone della mia realtà ecclesiale. Devo dire che, in un giro di telefonate fatte nel pomeriggio, ho ritrovato lo stesso atteggiamento. Profondo rispetto per questo invito del Papa ma anche bisogno di "assorbire il colpo". Le uniche che ho trovato pronte sono state delle monache di clausura che, sotto la tutela del vescovo, hanno deciso da tempo di privarsi di alcuni spazi per darli a una famiglia di profughi. Una mamma con quattro figli. Perché, a dir la verità , il Papa è un po' che dice queste cose".

Le due parrocchie del vaticano che aprono le porte agli immigrati. Un gesto che cambia la storia?

Profughi in Parrocchia, Don Leonardi risponde alle 'polemiche pretestuose. Ma in pochi pronti'
"Uno dei tanti gesti del Papa che cambiano la storia. Ma il Papa non compie gesti per cambiare la storia ma per essere se stesso, per essere fedele alla propria vocazione". 

E per gli italiani con famiglie che non arrivano a fine? C'è chi si sta indignando. Cosa fa la Chiesa per loro? Come si fa ad ospitare tutti i poveri? alla fine non si fa sempre una discriminazione?"

"La gente che si è stancata del fatto che il Papa invita a costruire ponti deve capire che il Papa non cambierà di un millimetro. Con oggi, dai ponti metaforici si è passati ai ponti reali: il ponte porta la gente a casa mia. Le frasi che lei mi riporta sono pretestuose: nella Chiesa sono sempre stati i poveri ad aiutare i poveri. Lo ribadiscono anche le monache di clausura di cui ho parlato sopra. Il cristianesimo ha cambiato il mondo con i miracoli, non con i programmi sociali e le agende di partito".
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