Sprint verso le riforme che navigano "in brutte correnti": attese e telefoni roventi

07 settembre 2015, intelligo
Sprint verso le riforme che navigano 'in brutte correnti': attese e telefoni roventi
Nella settimana in cui Palazzo Madama riapre i battenti per tornare a discutere di riforme costituzionali, lo scenario resta mobile e costellato di trappole per Matteo Renzi. La sinistra Pd continua a imbracciare la sciabola, promette di tenere il punto, chiede una qualche forma di eleggibilità dei senatori e cerca un asse con Forza Italia per iniziative comuni su alcune richieste di modifica. 

Nel partito di Silvio Berlusconi anche le correnti meno anti-renziane si stanno rassegnando a un inevitabile scontro frontale. I segnali attesi non sono arrivati - fino a sabato circolavano addirittura voci rivelatisi infondate su un presunto faccia a faccia last-minute tra il Cavaliere e Renzi da svolgersi a Milano - e le colombe a questo punto rischiano di trasformarsi in falchi. Tanto più che Berlusconi da Giovinazzo suona la carica e ribadisce una linea di opposizione netta a "riforme che rischiano di trasformare l'Italia in un regime".

La riapertura del vaso di Pandora degli emendamenti è, insomma, dietro l'angolo, a meno di una clamorosa frenata con relativo dietrofront da parte dei ribelli del Pd. Chi è pronto a rischiare il tutto per tutto sulla battaglia delle riforme è Denis Verdini, impegnato a fare campagna acquisti per la sua Alleanza Liberal-Popolare con l'obiettivo di aumentare la consistenza del suo gruppo e farlo andare oltre quota 10, diventando se possibile decisivo per la maggioranza di governo. L'ex braccio destro di Berlusconi continua a lavorare sugli ex grillini e sul gruppo Gal per rosicchiare qualche altro senatore da portare in dote al premier. 

Il Pd in questo scenario, nonostante i granitici propositi pubblici, cerca mediazioni last-minute. Luigi Zanda, ad esempio, ha sondato esponenti di Forza Italia per capire se ci fossero spiragli per un accordo. E segnali vengono lanciati anche verso la sinistra Pd, alla ricerca di una mediazione, difficile, ma forse nonostante tutto considerata ancora possibile nelle file parlamentari del partito renziano.
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