Brescia, Mattarella boicottato dai sindaci leghisti ma applaudito

07 settembre 2016 ore 8:29, Andrea Barcariol
Non si sono presentati di fronte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I 23 sindaci eletti in provincia di Brescia nelle file del Carroccio non hanno partecipato all'evento per Mino Martinazzoli, ultimo segretario della Dc, al teatro Grande perché in totale disaccordo con le posizioni del Presidente sull'accoglienza dei migranti. Una grave scortesia istituzionale che ha creato imbarazzo tra coloro che hanno dovuto gestire la manifestazione. Una scelta comunicata da giorni, che deriva dall'invito di Mattarella a "costruire ponti" e a non chiudere le porte dell'accoglienza ai richiedenti asilo. "Noi non andremo all'incontro con Mattarella - hanno scritto ieri sulla loro pagina Facebook i leghisti in risposta alle critiche piovute da più parti - per caso non siamo più liberi di incontrare chi vogliamo? Ci volete portare con la forza? Con mani e piedi legati? Evviva la democrazia". Sembra che lo stesso partito non abbia gradito troppo il gesto, pur dando il via libera. "Giusto che io fossi presente - ha sottolineato il leghista Maroni - la protesta per i migranti? So cosa ne pensa Mattarella, ma era giusto esserci".

Brescia, Mattarella boicottato dai sindaci leghisti ma applaudito
Sergio Mattarella, uscito dal Teatro Grande, invece di salire subito sull'auto che lo aspettava, ha voluto salutare le persone presenti, dietro alle transenne, che lo stavano applaudendo. Il Capo dello Stato non si è sottratto all’abbraccio della gente, ha stretto mani e ricambiando i saluti fino al punto da decidere di rinunciare alla macchina e di raggiungere a piedi il ristorante scelto per il pranzo.  Durante la sua visita, il Presidente della Repubblica, in piazza della Loggia, ha reso silenzioso omaggio ai caduti della Strage e scoperto il busto in ricordo di Mino Martinazzoli.
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