Schaeuble contesta la politica dei tassi a zero, ma ci guadagna 122mld

07 settembre 2016 ore 10:21, Luca Lippi
Dopo 16 mesi dall’esordio del Qe, la Bce è arrivata ad acquistare mille miliardi di euro in titoli di stato. 
La Bce ha speso €238 miliardi in Bund tedeschi, €189 miliardi in titoli francesi e €164 miliardi in obbligazioni italiane dallo scorso marzo.
La Bce acquista i titoli attraverso le banche centrali nazionali della zona euro e in linea con contributo complessivo di ciascun Paese membro al Pil della zona euro.
La misura si rivela insufficiente, soprattutto nelle economie che stentano a cavalcare il pur minimo segnale di ripresa, tuttavia (Draghi sa il fatto suo) le politiche monetarie di stimolo sono necessarie e sufficienti per aumentare la spinta alle economie che sono in rampa di lancio per cavalcare la ripresa, ed ecco che si configura il risparmio per il bilancio tedesco, in termini di minore spesa per interessi, pari a 122 miliardi negli anni tra il 2008 e il 2015 rispetto a quanto previsto nei programmi del Governo. 
In sostanza, se è vero (come è vero) che la politica dei tassi d’interesse a zero continua a non raccogliere consensi tra gli esponenti della politica europea e delle istituzioni stesse, è altrettanto vero che nella situazione di congiuntura negetiva che sta flagellando l’Economia globale, chi è meglio impostata finanziariamente (come la Germania) raccoglie, seppure involontariamente, vantaggi consistenti.
Nonostante tutto per il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble "I tassi d’interesse attuali sono troppo bassi e sono fonte di una grande e giustificata preoccupazione”, lo ha dichiarato nel corso di un’audizione al parlamento tedesco. 
I timori espressi dal ministro tedesco sono fondati, ma non la racconta tutta! 
Schaeuble analizza la questione (e non ha torto a temere) sull’esperienza americana dei tassi d’interesse compressi fra il 2004 ed il 2007, che all’epoca contribuirono ad alimentare la bolla del credito immobiliare che poi generò la crisi finanziaria che tutti conosciamo. 
In questo senso Schaeuble ha definito estremamente preoccupante la valanga di liquidità che sta irrorando i mercati con le attuali politiche monetarie perseguite dalle Banche Centrali, soffermandosi sulla necessità di "Una crescita sostenibile abbinata all’avanzamento delle riforme strutturali nei Paesi dell’Eurozona”.

Schaeuble contesta la politica dei tassi a zero, ma ci guadagna 122mld

La politica dei tassi d’interesse a zero continua a non raccogliere risultati, i consensi sono un aspetto secondario, giacché l’Europa non cresce come dovrebbe e alcuni Paesi addirittura sono a zero. 
Daniele Nouy che il numero uno della supervisione bancaria della Bce, dice della politica dei tassi a zero: “I bassi tassi di interesse possono alla fine presentare il conto”, e poi ha aggiunto che “ogni diminuzione delle spese per interessi sarà limitata al livello inferiore dello zero percento sui depositi bancari”. 
Per l’esponente Bce l’aumento della redditività del sistema bancario è insufficiente, e non giustifica in nessun caso il rilancio definitivo paventato perché "Gran parte del recupero dipende da ricavi una tantum, e le banche non potranno continuare ad alzare le commissioni”.
Le dichiarazioni del ministro delle finanze tedesco e di Daniele Nouy, aumentano la pressione per le decisioni che deve prendere Mario Draghi al meeting Bce di domani (8 settembre) che inevitabilmente deve ampliare il programma del Qe.
Secondo gli analisti nella riunione di domani non dovrebbe succedere ancora nulla, Draghi aspetta conferme sulle riforme di alcuni Paesi dell’Eurozona, tuttavia il numero uno dell’Eurotower potrebbe vagliare la possibilità di estendere il piano di acquisto asset fino al settembre 2017, ma per farlo si troverà costretto a modificare i criteri utilizzati, visto che ormai, secondo uno studio di Credit Agricole, la Bce entro la fine dell’anno avrà comperato metà dei bond attualmente idonei ad essere acquistati superando il traguardo dei mille miliardi di titoli. 
Certo è che, se non ci fossero la Bce e la sua politica di tassi “superbassi”, che proprio in Germania è oggetto di critiche molto dure, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaueble, avrebbe molte più difficoltà a far quadrare il bilancio, e allora è comprensibile pensare che in Germania che certe dinamiche sono del tutto “fortuite”, oppure fanno il gioco di apparire “rigidi” sperando di potere godere delle “sventure” altrui ancora a lungo, ma senza dichiararlo!

autore / Luca Lippi
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