Terremoto, Di Stefano (FI): "I ritardi de L'Aquila colpa del Pd. Attenzione a seconde case"

07 settembre 2016 ore 15:17, Americo Mascarucci
"Piuttosto che denigrare il modello L'Aquila, Renzi farebbe bene a seguire l'esempio e la rapidità d'intervento di Silvio Berlusconi".
Ne è convinto il deputato di Forza Italia Fabrizio di Stefano, abruzzese, che ad Intelligonews difende l'azione dell'allora Governo di centrodestra, pur riconoscendo alcuni errori che hanno poi compromesso la ricostruzione.

Onorevole Di Stefano, Renzi ripete a più riprese di non voler seguire il modello di ricostruzione attuato a L'Aquila dal Governo Berlusconi. Ma fu proprio così deprecabile quel modello?

"Renzi dovrebbe ricordarsi quando un anno fa a L'Aquila fece disperdere dalla Polizia la folla che protestava indignata contro i ritardi della ricostruzione, ritardi imputabili all'azione del Partito Democratico. Ricordo a me stesso che il sisma in Abruzzo si verificò il 6 aprile del 2009 e che appena sei mesi dopo, ad ottobre del 2009, prima che iniziasse l'inverno da noi particolarmente rigido, tutta la popolazione terremotata che aveva le case inagibili, aveva trovato sistemazione nelle famose casette di Silvio Berlusconi. Spero che gli abitanti di Amatrice, così come quelli de L’Aquila, trovino prima dell’arrivo dell’inverno, anche lì purtroppo molto rigido, una sistemazione dignitosa che non sia quella delle tendopoli. Forse Renzi dovrebbe chiacchierare di meno e lavorare di più, come fece Berlusconi". 

Eppure il modello Berlusconi- Bertolaso continua ad essere denigrato

"Un errore Berlusconi lo fece, dando su forte pressione del Pd la gestione della grande ricostruzione agli enti locali. Se Renzi avesse la bontà di andare in Abruzzo si accorgerebbe di come, mentre le piccole comunità hanno ricostruito tutto e bene, l’amministrazione comunale de L’Aquila a guida Pd ha farfugliato molto e concluso poco. Ci fu pure un’inchiesta giudiziaria riguardante proprio la gestione della ricostruzione che coinvolse amministratori e funzionari. Pertanto la prima fase, quella emergenziale caratterizzata dall'esigenza di dare immediata sistemazione alle popolazioni colpite, fu risolta brillantemente grazie all'azione del Governo Berlusconi. La seconda fase, quella cioè della grande ricostruzione paga ritardi imputabili unicamente alle lungaggini degli enti locali, prima fra tutti la giunta aquilana a guida Pd. Ecco il vero errore di Berlusconi".

Ad Amatrice si chiede con insistenza di non trascurare le seconde case, come avvenuto a L'Aquila. Lei è d'accordo?
 
"Si, questo in Abruzzo fu un errore. Era evidente che la priorità fosse quella di garantire un tetto a chi era rimasto senza casa e senza un letto in cui dormire, ma anche le seconde case hanno la loro importanza e non vanno né trascurate, né dimenticate ai fini di una completa ricostruzione. Anche perché le seconde case sono fondamentali ai fini dello sviluppo economico e turistico del territorio. Spero che ad Amatrice questo errore non venga ripetuto e che, nel dare priorità come è giusto che sia ai residenti, si abbia la stessa attenzione anche per i non residenti proprietari di immobili".

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]