Che fine ha fatto Mel Gibson?

07 settembre 2016 ore 15:45, intelligo
di Anna Paratore.

Era il 1985 quando la rivista People lo incoronò “uomo più sexy del mondo”, e nessuno ci trovò niente da ridire perché Mel Gibson, con quegli occhi di un azzurro oceano e quella mascella quadrata, il titolo se lo era ampiamente meritato.
E pensare che era arrivato al cinema per volontà e studio, non certo per il suo aspetto fisico. Nativo di Peelskill, piccolo centro nello Stato di New York, classe 1956, Mel è il sesto degli undici figli di Hutton Gibson e Anne Reilly, una famiglia che ha origini sia scozzesi che gallesi e irlandesi. I suoi sono anche ferventi cattolici, tanto è vero che Mel – vero nome Mel Colm-Cille Gerard Gibson – gli deriva da un santo irlandese del XVI secolo, fondatore della diocesi di Ardagh; anche il secondo nome, Columcille, gli arriva da San Columba di Iona, un monaco irlandese che intorno al 550 d.C. introdusse il cristianesimo in Scozia.

Che fine ha fatto Mel Gibson?
E forse sarà grazie a questa “scorta” di santi che Mel, appena diplomato alla scuola d’arte drammatica Sidney, dove la famiglia si era trasferita dall’America in seguito a una vincita del padre al famoso quiz della tv statunitense, Jwopardy!, avrà successo. Il trasferimento in Australia, tra l’altro, permetterà ai ragazzi Gibson di evitare l’arruolamento per la Guerra del Vietnam, fatto di non poco conto anche se, malgrado sia cresciuto lontano dall’America, Mel non ha mai rinunciato alla cittadinanza statunitense.
Dopo aver preso parte a parecchie serie televisive australiane, Mel ha la fortuna di essere notato da George Miller. E’ il 1979, Gibson ha 23 anni e, un po’ invecchiato da un trucco sapiente, Miller lo trova perfetto per interpretare “Mad” Max Rockatansky, l’eroe di un film che ha in preparazione, ambientato in un fantascientifico futuro post atomico: Interceptor.  La pellicola ha un tale successo che se ne fanno ben due sequel, sempre interpretati da Gibson, Interceptor-Il guerriero della strada (1981) e Mad Max-oltre la sfera del tuono (1985).  La trilogia, vagamente ispirata ai cartoni animati giapponesi di Ken il guerriero, permette a Mel di essere conosciuto in tutto il mondo, e gli assicurano la parte del protagonista insieme a Danny Glover di Arma Letale, un film d’azione di Richard Donner che sbancherà i botteghini. Anche qui il successo è tale che sulla scia del primo film se ne producono altri 3, sempre con Gibson nel ruolo del poliziotto Martin Riggs – detto appunto Arma Letale per una sorta di follia che lo anima – e Danny Glover nel ruolo di Roger Murtaugh, compagno di Riggs, prossimo alla pensione e l’unico capace di fa ragionare lo scapestrato amico.
Ma gli anni ’90 non portano a Mel solo due sequel di Arma Letale. La sua fama di attore è ormai grande ovunque, i guadagni ottenuti sono stati notevolissimi, e lui può in parte dedicarsi a quel che gli piace davvero. Così accetta di recitare nell’Amleto di Franco Zeffirelli, che riscuote pareri discordi, e nell’agente della CIA in Air America, un film di denuncia sugli “affari sporchi” dei servizi segreti americani durante la guerra in Vietnam. Se non bastasse, Mel fonda una casa di produzione e provvede lui stesso a produrre L’uomo senza volto, dove recita ma che segna anche il suo esordio alla regia.
Sulla scorta del buon successo del film, Mel decide di fare un salto di qualità e di impegnarsi in un colossal,  Braveheart – Cuore impavido, dove racconterà la vita del patriota scozzese William Wallace, anche se con alcune libertà narrative per rendere più accattivante la trama. Il successo è incredibile. Il film, costato 70 milioni di dollari, ne incassa 200.  Braveheart vince anche il premio Oscar 1996 come miglior film, e Mel  Gibson quello per la migliore regia. In tutto, il bottino del film sarà di 5 Oscar perché porterà a casa anche gli Oscar per la miglio fotografia a John Toll ,  miglior trucco a Peter Frampton, Paul Pattison e Lois Burwell e  miglior montaggio sonoro a Lon Bender e Per Hallberg.

Naturalmente, dopo un simile successo planetario, le aspirazioni di Gibson non possono che aumentare, e le sue sono tutte rivolte alla regia, più che all’interpretazione. Fervente cattolico quale si professa, mette in cantiere un progetto molto ambizioso, una “passione” di Cristo che, secondo lui, dovrebbe essere la cronaca puntuale di quanto accadde veramente nei giorni che precedettero la morte di Gesù, compresa la via crucis a cui fu sottoposto. Nel 2004 l’opera vede la luce.
Il film viene girato tra Craco e Matera, in Italia, nella splendida location dei “sassi” e, per renderlo ancora più vicino alla realtà, è parlato in Aramaico e latino, e sottotitolato. Sebbene Gibson specifici che la ricostruzione è tutta fatta sulla base de vangeli, la critica accoglie l’opera con scetticismo e non poche critiche, tutte centrate sul presunto antisemitismo del film e sul ricorso a moltissime scene violente. La pellicola, comunque, incassa 611milioni di dollari, di cui 370 negli Stati Uniti, e oltre 19 milioni nella sola Italia.  Dopo il successo de La Passione di Cristo, nel 2006 Gibson è il regista di Apocalypto, una storia ambientata tra i Maya, ed anche qui la critica si divide tra estimatori e detrattori, a seconda se si apprezzi o meno la veridicità con cui i fatti vengono presentati.  
Prendendosi una pausa dalla regia, nel 2010, dopo cinque anni in cui manca dalla scena, Mel Gisbon torna sul grande schermo per interpretare Fuori controllo per regia di Martin Campbell. 

Nel 2011 è protagonista con Jodie Foster e Anton Yelchin nel film Mr. Beaver. Nel 2012 è protagonista assoluto nel film d'avventura Viaggio in paradiso , un film che mostra la vita all’interno di una prione messicana, mentre nel 2013 è in Machete Kills al fianco di Danny Trejo.  A fronte di tanti successi però, la sua vita sentimentale non sembra andare altrettanto bene. Per 26 anni Mel è stato il marito fedele dell’infermiera Robyn Moore che gli ha dato 7 figli poi, quando tutti ormai pensavano che l’unione fosse inossidabile, lui ha chiesto il divorzio. Gli è costato 400milioni di dollari, ma l’ha ottenuto. Dopo, ha avuto una relazione con on la musicista russa Oksana Grigorieva che nel 2009 gli ha dato una bambina, salvo poi denunciarlo per maltrattamenti. Dal 2015 è legato con la sceneggiatrice televisiva Rosalind Ross, di 35 anni più giovane e da almeno un paio d’anni è lontano dalle scene.
Recentemente, è apparso al Festival di Venezia sfoggiando una lunga barba, visibilmente ingrassato.

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]