Né ingegnere, né geometra: le sue case hanno retto al sisma

07 settembre 2016 ore 16:13, Americo Mascarucci
Non è un ingegnere e non è neppure laureato. Anzi a dirla tutta nemmeno diplomato.
Eppure ha costruito case che hanno incredibilmente retto alla violenza del terremoto di Amatrice mentre, edifici appena ristrutturati da ingegneri con tanto di laurea da 110 e lode, sono venuti giù come castelli di sabbia.
Lui è Saro Rubei, ha 88 anni e almeno due o tre vite da raccontare. 
Figlio di una grande famiglia matriarcale di Amatrice, ha fatto il macellaio, coltivato la sua grande passione per gli animali, in particolare i cavalli, e poi è diventato costruttore di case. Oggi porta avanti con la moglie il suo agriturismo.
Repubblica lo ha raggiunto e intervistato per capire come sia possibile che proprio lui, un semplice muratore, sia riuscito a realizzare case così solide. Un genio senza ombra di dubbio.
La notte del 24 agosto quando si è verificato il sisma - racconta Repubblica - gli ospiti dell'agriturismo Amatrice abbracciavano e ringraziavano Saro, che ha costruito con le sue mani quella che un tempo era una stalla a un chilometro dal paese e oggi è una delle strutture che meglio hanno resistito al terremoto. Poi, con il passare delle ore, sono arrivati anche gli abitanti delle altre case tirate su da lui, tutti per dirgli che gli ha salvato la vita.
Saro, dal 1969 al 1985, ha costruito circa 80 case, di cui 60 in paese. 
"Facevo tutto da solo - racconta - all'inizio realizzavo uno schizzo della casa. Poi sceglievo i materiali e arruolavo gli operai. Il geometra si occupava di fare tutte le carte, completare il mio disegno e presentare le varie richieste di autorizzazione, magari senza neanche vedere la casa". 
E con le misure anti-sismiche? "Ci pensava il tecnico a sistemare i fogli necessari, quello non mi riguardava ma so che era sempre tutto in regola con le leggi del tempo. Io comunque fin da piccolo ho sempre avuto una gran paura del terremoto, visto che siamo in zona sismica, e così le mie costruzioni sono belle solide"

La sua struttura agrituristica ne è la prova: 
"L'ho tirata su da solo nel 1975, con l'aiuto di alcuni amici contadini, senza ingegneri e altri tecnici e a quel tempo ci tenevo i cavalli. Erano tanti e quindi l'ho fatta a tre piani e bella resistente. Ho usato ferro in quantità, cemento e cemento compresso. Non ho badato alla quantità di materiali, perché volevo farla bella solida. È successo così anche con le altre case che ho costruito".
Né ingegnere, né geometra: le sue case hanno retto al sisma
Poi spiega ancora:
"L'altra notte non ha avuto nemmeno una crepa, non è venuto giù nemmeno un coppo del tetto. Solo qualche vaso e qualche quadro. Gli ospiti che dormivano qui ci hanno ringraziato tanto. Io non sono andato in paese perché è una pena vederlo in quelle condizioni. Mi sono fermato quando ho visto una villa vicino a casa mia completamente distrutta. Nel centro di Amatrice ho anche perso una sorella, rimasta sotto la nostra casa di famiglia. Aveva 90 anni".

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