Isis, cristiani massacrati più utili che difesi dall'Occidente

08 agosto 2014 ore 14:33, Lucia Bigozzi
Isis, cristiani massacrati più utili che difesi dall'Occidente
Croci spezzate, chiese in fiamme, gente in fuga. Un esodo, via dall’inferno dell’Iraq, via dalla follia dei jhiadisti dell’Isis, via dalle persecuzioni, via dalla morte. Centomila cristiani in cammino. L’Occidente si sveglia, Obama autorizza raid aerei ‘umanitari’. Ma quanto c’è di umanitario e quanto di ‘politico’ (e di economico) in questo dramma?
Bombardamenti aerei “in Iraq per colpire i terroristi e proteggere il personale americano. Ho autorizzato anche il lancio di aiuti umanitari a favore della popolazione irachena in difficoltà” perché “quando le vite dei cittadini americani sono a rischio, noi agiamo. Questa è la mia responsabilità come comandante supremo”, scandisce il presidente degli Stati Uniti davanti alla nazione. Non funziona così per l’alleato di sempre, la Gran Bretagna che non sarà al fianco dell’America. La scena che anticipa l’intervento l’abbiamo vista e rivista tante volte in tv ma è lecito domandarsi se il dramma dei cristiani non sia visto, letto e interpretato, come l’ennesima occasione per schierare in campo (per ora solo in cielo) la potente macchina militare e schiacciare il bottone in nome e per conto di un fine che ne contiene un altro, non detto eppure decodificabile in un Iraq allo stremo ma stra-ricco di giacimenti petroliferi. Oro nero in cambio di vite salvate? La targhetta “umanitario” potrebbe essere la faccia buona di un’America che si muove per i suoi cittadini in pericolo e per un popolo di cristiani massacrati dalla violenza di chi ammazza per istaurare in Iraq un Califfato, riportando le lancette della storia indietro di millenni. L’altra faccia, potrebbe essere rappresentata dai soliti interessi economici che nella storia dei popoli hanno armato mani e ucciso persone. Le democrazie occidentali si svegliano dopo mesi e centinaia di migliaia di cristiani massacrati nella ‘terra dei fuochi’ mediorientale, eppure c’è da chiedersi quanto e se l’intento che oggi si annuncia sia autentico. Perché c’è il rischio di un paradosso: il disimpegno dichiarato e praticato di Obama dagli stessi teatri di guerra – Afghanistan e Iraq - dove invece gli Usa dei Bush padre e figlio sono stati protagonisti sotto il vessillo della ‘democrazia da esportare’, potrebbe rivelarsi un modo per concentrarsi su aree del mondo in cui in nome e per conto dell’umanitarismo si applicano con metodi diversi gli scopi di sempre. Del resto, la storia e la geopolitica lo insegnano. Qualche sospetto viene se si pensa a un Occidente sempre più attraversato da un decadimento e da uno scadimento dei valori cristiani: dall’eutanasia all’aborto, all’eugenetica, alla manipolazione degli embrioni in uno squallido supermarket del fai da te. Un Occidente dove l’individualismo e il relativismo sono le nuove ‘tavole della legge’ di una società sempre più distratta dall’immagine, dall’apparire e dall’apparenza e sempre meno ‘connessa’ con le radici culturali e valoriali del cristianesimo nel quale e col quale è nata. Giusta la lotta senza quartiere a chi vuole imporre il Califfato e massacrare i cristiani, ma che questa sia una lotta non solo e non tanto per la libertà religiosa, quanto per difendere una civiltà che nel Cristianesimo si è forgiata. Il petrolio sta sotto terra ed è tutta un’altra cosa.
autore / Lucia Bigozzi
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