Detto e non fatto, le promesse (non mantenute) di Renzi

08 agosto 2015, Luca Lippi
Detto e non fatto, le promesse (non mantenute) di Renzi
La Banca d’Italia nell’ultimo bollettino dichiara che il debito pubblico ha raggiunto la cifra di 2218,2 miliardi di euro (il 31 dicembre 2014 era a 2.134,9 miliardi) dunque il governo in carica non riescirebbe a frenare la crescita del debito pubblico e questo in prima istanza confermerebbe l’impossibilità di reperire risorse per attuare le riforme, e le poche fatte sono state operate a deficit senza aver recuperato un centesimo dagli “sprechi”.

E’ stato scritto tanto sullo stato dell’arte del governo in carica, ora si analizzano le slides con le quali Matteo Renzi esordì in Senato e vediamo a che punto siamo; per i particolari basta leggere quanto quotidianamente scrive "la Civetta”.

La “svolta buona” (questo il titolo della rappresentazione Renziana in Senato del 12 marzo 2014) prevedeva quanto segue:

SOTTO LA DIDASCALIA “LA POLITICA SVOLTA” Renzi prevedeva nell’ordine di presentazione

- Riforma costituzionale del Senato: prometteva “mai più fiducia e legge di bilancio al Senato, meno 315 stipendi di senatori e legislazione più spedita”.

Sostanzialmente confermata l’aggiornamento ultimo altera la slide di presentazione originale in quella attuale “mai più fiducia al senato, legge di bilancio l’ultima parola alla camera, 315 stipendi in meno, immunità dei parlamentari riconosciuta”.

- Riorganizzazione competenze Stato-Regioni-Enti locali: prometteva “riforma costituzionale del titoloV, stop alla legislazione concorrente tra stato e regioni”.

E’ tutto ancora in alto mare, idee chiare ma nei fatti ancora da prendere in seria considerazione dalle commissioni; tuttavia la complessità del progetto di riforma richiede tempi piuttosto lunghi a causa della vastità dei temi.

- Abolizione delle province: prometteva “sprovincializziamoci! Dal 25 maggio stop alle elezioni provinciali, abolizione totale col titolo V”.

La “sprovincializzazione” è i forse, nessuna regione ha ancora ridefinito la funzione delle province e le province continuano ad esercitare regolarmente tutte le funzioni.

- Legge elettorale: prometteva “con la nuova legge elettorale mai più le larghe intese, chi vince governa 5 anni, candidati legati al territorio, stop ai ricatti dei micro partiti”.

La nova legge elettorale non prevede più coalizioni ma liste, candidati legati al territorio tranne i capilista che possono candidarsi in 10 collegi diversi.


SOTTO LA DIDASCALIA “IL LAVORO SVOLTA” Renzi prevedeva nell’ordine di presentazione:

- Garanzia giovani: prometteva “i giovani sono una garanzia, 1,7 miliardi per garantire ai giovani (18/29 anni) entro quattro mesi dal titolo di studio il lavoro o il proseguimento degli studi”.

I giovani continuano ad essere una garanzia, tuttavia lo stanziamento si riduce a 1,5 miliardi di euro, arrivano dall’Unione Europea, su un milione e 565 mila giovani hanno aderito solamente 412 mila degli aventi diritto, e di questi solamente 12 mila hanno ricevuto un’offerta di lavoro o stage o formazione.

- Assegno universale di disoccupazione: prometteva “le nuove regole del lavoro; semplificazione dell’apprendistato e contratti a termine più facili, in sei mesi nuovo codice del lavoro assegno universale di disoccupazione e revisione degli ammortizzatori sociali, tutela donne in maternità”.

In sostanza sono stati cancellati i contratti di co.co.pro, istituiti contratti a termine di 36 mesi rinnovabili cinque volte, è stato introdotto il Naspi (indennità di disoccupazione calcolata in base alla ex retribuzione media) che incontra diverse problematiche di erogazione e tanta confusione, confermata la tutela delle donne in maternità.

- Fondo per le imprese sociali: prometteva “un fondo per non toccare il fondo! 500 milioni per le imprese sociali dal 1 giugno 2014”.

A fine marzo ultimo scorso erano stati appena recuperati 50 milioni ma poi se ne sono perse le tracce come si perdono le tracce di ogni forma di interessamento per il terzo settore.


SOTTO LA DIDASCALIA “L’ECONOMIA SVOLTA”. Renzi prevedeva in ordine di presentazione:

- Misure fiscali per la crescita: prometteva “il grande ombrello sulle Pmi, rafforzare il fondo di garanzia per il credito, più garanzie per i crediti alle Pmi”.

Il fondo di garanzia per le Pmi è stato aperto ai nuovi intermediari diversi dagli istituti di credito (!).

- Misure fiscali per la crescita II: prometteva “irap - 10% per le aziende dal 1 maggio 2014, rimodulazione della tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26%”.

Nella legge di stabilità sarà introdotto il credito d’imposta pari al 10% dell’Irap ma subito reso inutile da un nuovo incremento delle aliquote, oltretutto l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie che serviva a finanziare il taglio dell’Irap rimane!

- Misure fiscali per la crescita III: promette “energia nuova per le Pmi, -10% costo dell’energia per le imprese dal 1 maggio 2014”.

A febbraio 2015 il governo annuncia che il taglio previsto per le imprese sarà fra 8,5 e 10%.

- Misure fiscali per la crescita IV: prometteva “una casa per tutti, sblocco del piano casa”.

Solo a marzo 2015 si sbloccano 400 milioni di euro (in parte rivenienti dalla vendita di immobili offrendoli agli inquilini regolari già all’interno). Il piano casa consiste nella ristrutturazione degli immobili di edilizia popolare esistenti, riqualificazione di quelli fatiscenti, sfratto di quelli occupati abusivamente, più diverse agevolazioni su chi vuole provvedere in autonomia alla ristrutturazione di immobili abitati a norma di legge…insomma una gran confusione da dove non si capisce chi va dove e dove va chi abusivamente ha occupato…

- Pubblica amministrazione: prometteva “e io pago (finalmente), sblocco immediato e totale del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione 22 miliardi pagati, 68 miliardi pagati entro luglio 2014”.

A febbraio 2015 un comunicato ufficiale del ministero dell’economia rende noto che sono stati liquidati 36,5 miliardi dei 68. Nel frattempo la pubblica amministrazione ha maturato altri miliardi di debiti per servizi ricevuti e non liquiditi nei tempi contrattuali.

- Scuola: prometteva “un piano per le scuole, 3,5 miliardi unità di missione per rendere le scuole più sicure e rilanciare l’edilizia”.

In concreto, stanziati 1,1 miliardi di euro per il 2014 e poi…niente più! Lo stanziamento è stato suddiviso nelle sottocategorie “scuole belle – scuole sicure- scuole nuove”.

- Ambiente e territorio: prometteva “terra ferma, 1,5  miliardi per la tutela del territorio, unità di missione dal i aprile 2014”.

A fine gennaio 2015 il governo ha speso 700 milioni per la tutela del territorio, poi l’annuncio di prevedere uno stanziamento di 7 miliardi in sette anni.

Questo è un riassunto veloce e in estrema sintesi delle famose slides di presentazione, manca la riforma della scuola? Gli 80 euro? Assolutamente no, ne avete avuto contezza con dovizia di particolari quotidianamente, vi basta seguirci.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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