Un settembre di fuoco per Renzi: tocca a tasse, scuola e unioni civili

08 agosto 2015, Andrea Barcariol
Un settembre di fuoco per Renzi: tocca a tasse, scuola e unioni civili
Più che un messaggio di buone vacanze è stato un monito. Quello messo nero su bianco dal Premier Matteo Renzi in una lettera inviata ai parlamentari, dopo aver incassato l’ok sulla riforma per la Pubblica Amministrazione, alla vigilia della pausa estiva. Un modo per sottolineare i risultati ottenuti sul campo delle riforme: “Mai il Parlamento italiano in 70 anni di storia aveva lavorato così tanto e così intensamente e nessun Paese europeo ha mai fatto, tutte insieme, così tante riforme”, ma soprattutto per dettare chiaramente l’agenda politica e spingere sull'acceleratore: "Godetevi queste vacanze perché a settembre si dovrà correre ancora più forte. Ci rivedremo al rientro a Roma, pronti da subito per una legge di Stabilità che proseguirà nel taglio delle tasse”.

Questa la priorità indicata dal Presidente del Consiglio ma sono tanti gli appuntamenti importanti che attendono il governo nei prossimi mesi con le opposizioni pronte a dare battaglia su più fronti, a partire dalla riforma della scuola. Già in programma, infatti, una pioggia di scioperi, sit-in e proteste, fin dal primo giorno di lezioni, il 15 settembre, con assemblee sindacali indette nelle prime due ore.  

Sarà battaglia anche sul Ddl Unioni Civili, a firma della senatrice del Pd Monica Cirinnà, uno dei pochi su cui il governo sembra deciso a non mettere la fiducia. Non è ancora stata fissata una data per l'approdo in Aula del provvedimento nonostante Sel, con Loredana De Petris, abbia proposto una modifica del calendario dei lavori di palazzo Madama delle prime settimane di settembre, per inserirlo il 10 settembre. Una richiesta respinta dal Senato, a conferma delle difficoltà per il Pd di portare a casa una riforma osteggiata dagli alleati di Ncd.

In sospeso anche il Ddl concorrenza. Non sono bastate, infatti, le sessioni notturne per riuscire a concludere l’esame del decreto nelle commissioni competenti. La presentazione di centinaia di emendamenti da parte del M5S e la volontà di sospendere molte decisioni su temi delicati ha portato alla decisione di rimandare la conclusione dei lavori a settembre quando si dovranno affrontare alcuni dei temi più controversi: dalla liberalizzazione dei farmaci di Fascia C alle novità sui servizi bancari e postali.

Approvata invece la riforma della pubblica amministrazione, a settembre toccherà al governo lavorare duramente sui decreti attuativi. La maggior parte dei punti cardine della riforma passa infatti per l’esercizio di una delega: dal riordino della dirigenza alla riduzione della camere di commercio, passando per la svolta digitale, la revisione dei concorsi pubblici e la stretta sulle assenze. Un lavoro che non spaventa il ministro Marianna Madia che ha garantito che tutti i decreti arriveranno "per fine anno".


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