Lega, centrodestra e "società civile": ecco i compiti per le vacanze di Salvini

08 agosto 2015, Adriano Scianca
Lega, centrodestra e 'società civile': ecco i compiti per le vacanze di Salvini
Per quanto uno studente sia brillante, la necessità di programmare il lavoro anche durante le pause festive si fa sempre sentire. Dal punto di vista mediatico, Matteo Salvini si è dimostrato in questo anno uno studente più che brillante. Ora che la politica rallenta i giri e lo stesso leader leghista alterna comparsate tv a mojito sulla spiaggia – tutti regolarmente postati sui social – qualche motivo di riflessione per preparare al meglio l'offensiva di settembre non manca, anche in casa Salvini. 

In particolare, i compiti per le vacanze per il leader del Carroccio sono tre. 

Il primo è squisitamente interno: salvinismo e leghismo sono concetti che sinora abbiamo visto sovrapposti, ma non sono affatto identici. La svolta sovranista, l'apertura al centrosud, la marginalizzazione del tema indipendentista, l'interlocuzione con i movimentismi non irrigimentati ha causato qualche mal di pancia nel partito. La cura per i doloretti è stata semplice: il consenso. Finché Salvini continua a mietere successi sarà difficile attaccarlo. Al primo pit stop, tuttavia, potrebbe montare la fronda. Prendiamo quello che è successo qualche settimana fa: Salvini apre a Pietrangelo Buttafuoco governatore della Sicilia e lo difende dalle velleità crociate della Meloni. Quasi contemporaneamente, alcuni leghisti, a Torino, portano via il tappeto di preghiera posto nella saletta allestita a Palazzo Civico per dare agli ospiti del convegno internazionale sull'economia islamica la possibilità di pregare. Il conflitto, per ora, è sotto traccia. Per ora. 

Secondo fronte: quello più ampio, interno al centrodestra. Andare da soli contro tutti o fare una riedizione dei carrozzoni stile Casa delle libertà: per Salvini il dilemma è tutto qui. O forse esiste una terza via? E se sì, qual è? Forse un centrodestra unito, ma a guida salviniana. Può funzionare? Forse. Ma bisogna fare bene i patti. Berlusconi continua a giocare su tutti i tavoli: il Patto del Nazareno non è mai davvero morto e i doppi, tripli giochi di tanti personaggi che più o meno ruotano attorno all'ex Cavaliere non fanno ben sperare.

Terzo campo di battaglia: la cosiddetta “società civile”. Salvini si è finora proposto come leader arrabbiato e vagamente “descamisado”: lui è l'uomo delle felpe, delle maglie con gli slogan e i nomi delle città. Ma per molti, governare significa mettersi il doppiopetto. Rappresentazione plastica: Salvini che va dai giovani industriali, che gli fanno snobisticamente notare la mancanza della cravatta e si mettono a condannare il “populismo” come neanche Repubblica. Che fare con questo mondo? Scendere a patti o caricare a testa bassa? Può esistere un salvinismo “di lotta e di governo”, un salvinismo che non perda la rabbia e la capacità di fare scelte coraggiose (sulla Siria, sulla Russia...) ma che sappia anche proporsi come forza affidabile per guidare la nazione? 

Sono questi i tre rebus che Salvini dovrà cercare di risolvere durante le vacanze. E non è esattamente enigmistica da ombrellone.
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