La Corea del Nord minaccia, ma si spaventa quasi solo l'Italia. Che mistero c'è?

08 aprile 2013 ore 10:20, intelligo
di Andrea Marcigliano
La Corea del Nord minaccia, ma si spaventa quasi solo l'Italia. Che mistero c'è?
Misteri della politica internazionale. E altri misteri, piccoli ma ricorrenti, dei media italici. In nessun paese come in Italia le improvvisazioni rigurgitanti furore bellico del giovane Kim Jong-un, presidente/dittatore per diritto ereditario della Corea del Nord, hanno trovato tanto credito, e tanta risonanza mediatica, come qui da noi.
Abbiamo infatti assistito, ed in parte stiamo ancora assistendo, ad un climax retorico crescente volto a seminare preoccupazione, quando non addirittura panico di fronte all’incombente minaccia di una guerra nucleare scatenata dal paffuto trentenne divenuto il Supremo Caro Leader nordcoreano. Ovvero di un paese che versa in una condizione di disastro economico pressoché totale, con la maggioranza della popolazione che, ad onta delle scenografiche manifestazioni del regime, è ormai precipitata sotto i limiti di sussistenza e vive, praticamente, di aiuti alimentari internazionali, in particolare di quelli forniti – per ragioni di spazio geopolitico, più che umanitarie – dal Grande Fratello di Pechino. Un Grande Fratello che, però, sembra sempre più stanco di mantenere un regime dinastico parassitario, attardato su forme di totalitarismo vetero-stalinista, confuse con un culto semidivino del Caro Leader di gusto prettamente estremo orientale. Tant’è vero che molti analisti internazionali ritengono che le minacce di Kim Jong-un abbiano, in prima istanza, lo scopo recondito di batter cassa a Pechino e dintorni: una strategia non nuova da parte dei tirannelli nordcoreani, che sfruttano periodicamente in questo modo il loro, antiquato, arsenale nucleare. Per carità, la sua bomba il buon Kim Jong-un ce l’ha davvero... ma è dubbio che possieda dei missili balistici in grado di minacciare seriamente i paesi vicini. Per non parlare degli States, oggetto di continui attacchi verbali destinati, però, a rimanere soltanto tali. Tant’è vero che l’ostentata tranquillità dell’Amministrazione Obama e del Pentagono dimostra chiaramente quanto a Washington e dintorni si stia prendendo sul serio il tirannello di Pyongyang. Piuttosto appare evidente come la situazione stia soprattutto preoccupando Pechino. Non, però, perché l’oligarchia cinese tema davvero che la Corea del Nord scateni un conflitto nucleare, quanto piuttosto per gli effetti “diplomatici” delle intemerate di Kim. Infatti, l’Amministrazione Obama sta utilizzando in sede diplomatica la “minaccia nordcoreana” per portare avanti un disegno strategico già delineato da Condoleezza Rice ai tempi di George W. Bush, e portato poi avanti dalla Clinton prima e da Kerry poi: costruire una sorta di “cordone sanitario” che freni nell’area compresa fra Mar Cinese Meridionale e Mar Giallo le ambizioni espansionistiche di Pechino. Un disegno che proprio le mattane di Kim Jong-un sta favorendo, in quanto la preoccupazione diffusa nei paesi della regione, Corea del Sud e Giappone in primis, li sta sospingendo sempre più a ricercare la protezione di Washington, vanificando così i tentativi di Pechino di costruire, pronubi i commerci, un nuovo sistema di alleanze in tutto l’Estremo Oriente. Detto questo, è però stato evidente in tutti questi giorni come i grandi Media statunitensi sostanzialmente abbiano snobbato la cosiddetta “minaccia nordcoreana”, lasciandone la discussione tecnica come prerogativa di analisti e think tank specialistici. In fondo, perché preoccupare il cittadino medio americano che di geopolitica e questioni affini non si occupa? Tutto l’opposto qui da noi, che pure non siamo stati oggetto di alcuna minaccia dal pur verboso Kim Jong-un, e che, certo, siamo ben al di là della portata dei missili balistici di Pyongyang. Invece abbiamo assistito ad una vera e propria processione di volti cupi di conduttori televisivi, abbiamo sentito i soliti noti, analisti improvvisati, soubrette in disarmo, politici che faticherebbero a trovare la Corea su un mappamondo, comici in debito di ossigeno pontificare sull’incombere della Terza, devastante, Guerra Mondiale, manco il giovane Kim fosse Hitler o Stalin.... Apprensività tradizionalmente italica? Oppure, come ci appare più probabile, la volontà di distrarre l’opinione pubblica? Perché, con una Grande Paura fantasmatica e fittizia, si può, per un momento, far dimenticare timori per l’incombere di minacce ben più concrete, l’IMU, la Tares o, peggio ancora, la vacanza totale di Governo e politica, con il Parlamento occupato da quelle che sempre più appaiono ormai come orde di gitanti domenicali. Il vero, ancorché piccolo, anzi meschino, Mistero Italiano.
autore / intelligo
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