Farnesina, la decrescita infelice delle feluche e la vana attesa di un governo

08 aprile 2013 ore 11:23, intelligo
Farnesina, la decrescita infelice delle feluche e la vana attesa di un governo
Le dimissioni di Giulio Terzi hanno provocato un forte contraccolpo sui diplomatici che temono un effetto boomerang e una sorta di stop definitivo alla possibilità di riavere un diplomatico al vertice del ministero.
Infatti non è così scontato. La scorsa settimana c'è stata una riunione alla Farnesina tra i massimi dirigenti per fare il punto della situazione e discutere di come rilanciare l'immagine e il ruolo degli Esteri. L'ultimo anno e mezzo con il premier Mario Monti è stato difficile. C'è chi sostiene che il Ministero degli Esteri abbia vissuto una sorta di commissariamento con il forte ruolo del ministro Enzo Moavero Milanesi alle Politiche Europee e il "distacco" della Cooperazione posta sotto le competenze del ministro per la Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi. Gli esteri non sono riusciti ad avere competenze sulla crisi finanziaria europea. Così come ha fatto scalpore il voto all'Onu sulla Palestina, gestito da Palazzo Chigi. In molti attendevano un governo politico forte per riavere indietro le competenze perdute (attraverso un decreto ad hoc), ma questo per il momento non accadrà. Inoltre pare che Monti, oggi al governo del nostro Paese, voglia partecipare al G8 dei ministri degli Esteri e non delegare a Staffan de Mistura De Mistura o Marta Dassù.
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