I grillini chiedono l'aumento. Grillo smentisce a mezzo blog

08 aprile 2013 ore 12:14, Francesca Siciliano
I grillini chiedono l'aumento. Grillo smentisce a mezzo blog
Scatta la scala mobile per il MoVimento 5 Stelle. Anche i grillini fanno il salto del grillo e da 2500 euro di stipendio condiviso e autoridotto, arrivano a 6000. Evidentemente pure loro "tengono famiglia". Sono sbarcati sul pianeta terra, aggiunge qualcuno. Gli anti-casta per eccellenza, i guerrieri duri e puri che sfoderano la sciabola contro il  pauperismo, hanno capitolato. Dietrofront. Ma ripartiamo dall'inizio. Nel day after elettorale (e in tutta la precedente “battaglia elettorale”) i cittadini-onorevoli avevano giurato e spergiurato di non volere un centesimo in più dei 2500 euro pattuiti da Grillo, nella riunione di venerdì a Fregene è successo qualcosa: pare abbiano iniziato a storcere il naso. Forse sono un po' pochini. Andrebbe rivista quantomeno la diaria. Per adeguarsi economicamente al costo della vita. Secondo il retroscena di La Repubblica, nella riunione a 5 Stelle, alcuni pare ci sia stata una levata di scudi nei confronti dell'atteggiamento padronale di Grillo all'interno del movimento, oltre che economica, anche nei confronti della linea politica troppo “impolitica”. Ed è per questo di “contare” di più e... un “aumento”. Come avrà reagito Grillo all'alzata di testa dei suoi adepti? In nome della trasparenza e della rendicontazione (senza però reclamare scontrini o ricevute anche per le famose caramelle o per un caffé), l'ormai ex comico genovese pare si sia ammorbidito al punto da aver dato il placet all'aumento di stipendio. «Ragazzi l'importante è essere presenti in Parlamento, fare il proprio lavoro onestamente e in modo trasparente. Io non ho mai eccepito sugli stipendi, ma solo sui vitalizi!», pare abbia detto. Ed ecco che ai 2500 di stipendio si vanno a sommare, in un batter d'occhio, i 3500 di diaria. Nulla da obiettare, certo. Effettivamente nessun grillino, neppure in campagna elettorale, aveva detto di voler rinunciare alla diaria: loro parlavano di stipendio ridotto a 2500 euro. Peccato che i soliti maligni sostengano che un atteggiamento di questo tipo sembri una “sconfessione” in piena regola di tutte le loro battaglie andatesi a schiantare contro un muro dopo il primo mese a Palazzo. Spezziamo un'ipotetica lancia: ciò che più ha spaventato i 5 Stelle, in realtà, è il tema fisco. Il dimezzamento degli stipendi di per sé potrebbe anche andar bene. Ma le conseguenze fiscali che ciò avrebbe sui singoli parlamentari sarebbe disastroso. Pare che l'Agenzia delle Entrate abbia deciso di non voler tenere conto della loro buona volontà per l'autodimezzamento dello stipendio e abbia comunque deciso di tassarli a stipendio pieno. E il reddito di ciascuno di loro verrebbe ingiustamente gonfiato. Loro, quindi, dicono sarebbero costretti a pagare per soldi non ricevuti. Dicono... Grillo a stretto giro di posta, ha affidato la risposta al suo blog: « "La retromarcia dei grillini, non bastano 2500 euro mensili. E Beppe: vanno bene 6 mila". Quante balle si possono infilare in così poche parole? Certamente "la Repubblica" batte ogni record. Ogni candidato del MoVimento 5 Stelle si è impegnato a rispettare il codice di comportamento che prevede 5.000 euro LORDI per l'indennità parlamentare percepita. Il codice non è stato oggetto di discussione, dibattito o revisioni. Consiglio a "la Repubblica" di concentrarsi su notizie fondamentali come l'affare Monte dei Paschi/Santander di cui sulla prima pagina di oggi non c'è cenno. Perché?». Sarà vero? Ai posteri l'ardua sentenza.  
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]