Bersani-Berlusconi, dallo stallo alla piazza. In attesa del governo che non c’è

08 aprile 2013 ore 18:57, Lucia Bigozzi
Bersani-Berlusconi, dallo stallo alla piazza. In attesa del governo che non c’è
Sarà la settimana del governo o ancora dello stallo? Nessuno lo sa. Tra un Bersani che insiste col doppio-registro, un Berlusconi che minaccia o governissimo o voto, un Vito Crimi pentastellato che annuncia per domani l’occupazione del Parlamento (fino a mezzanotte) e per giovedì l’autoconvocazione delle commissioni; il tempo dei dieci saggi che scade domani, le aspettative di uscire dal pantano politico-istituzionale stanno praticamente a zero
. In tanta confusione una cosa è certa: B&B (Bersani e Berlusconi) portano la sfida in piazza. Weekend incrociato tra Roma e Bari: il Pd contro la povertà, il Pdl contro le tasse. DAI PALAZZI ALLA PIAZZA. Se buona parte della campagna elettorale è stata condotta nei salotti tv e la piazza è rimasta appannaggio di Grillo, adesso si cambia registro. Bersani tiene il doppio-registro su Palazzo Chigi ma intanto ha deciso di tornare tra l’elettorato a dire che non è lui a provocare lo stallo; oltre ovviamente a ri-spiegare gli otto punti del programma per Palazzo Chigi. Dopo l’exploit a piazza del Popolo, Berlusconi si è ri-galvanizzato e adesso punta alla piazza come grancassa della battaglia politico-istituzionale condotta nei palazzi della politica. Anche lui declinerà gli otto punti del programma, made in Pdl. Per entrambi un unico scopo: attrezzarsi se dallo stallo si dovesse precipitare al voto. Il tempo immobile sul destino del governo non è quello di una campagna elettorale che, per ora, non è mai finita. E rischia di continuare. Capitalizzare è l’imperativo tra via dell’Umiltà e il Nazareno, in attesa di capire, a) se in settimana ci sarà il faccia a faccia Bersani-Berlusconi ; b) se le diplomazie al lavoro da settimane stanno producendo qualcosa di buono, specialmente dopo la ‘scossa’ di Renzi che pare aver risvegliato dal letargo bersaniano molti dirigenti di alto rango e di altre componenti. Col paradosso che a spingere per il ritorno al voto sono rimasti più o meno ‘i giovani turchi’ e i pasdaran del segretario. GRILLINI ‘OCCUPANTI’. L’ora x scatta domattina. C’è tempo solo per attendere l’esito della conferenza dei capigruppo chiamata a sciogliere il nodo dell’insediamento delle commissioni. Se uscirà un no, le truppe pentastellate sono pronte: occupazione del parlamento fino alla mezzanotte, con lettura della Costituzione annessa. E se non dovesse bastare, giovedì c’è l’autoconvocazione delle commissioni alle quali i cittadini-eletti invitano i colleghi per cominciare a lavorare. In realtà, se domani non salterà fuori una soluzione, i grillini lavoreranno virtualmente e magari da soli. I capigruppo Crimi e Lombardi annunciano la mobilitazione, Grillo a stretto giro conferma dal blog. Tempi mediatici e tempi politici.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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