La Camera "bivacco" di manipoli grillini: Grillo come Mussolini? Ci è già costato 3 milioni di euro

08 aprile 2013 ore 18:52, Fabio Torriero
La Camera 'bivacco' di manipoli grillini: Grillo come Mussolini? Ci è già costato 3 milioni di euro
Beppe Grillo come Benito Mussolini? Sono i corsi e i ricorsi storici a dirlo. Facciamo un passo indietro: subito dopo l’omicidio del socialista Matteotti, reo di aver denunciato i brogli elettorali del 1924, elezioni parto di un Porcellum ante-litteram, la “legge Acerbo” (ucciso ad opera di squadristi littori), il neonato regime fascista aveva le ore contate. Il Duce stava per mollare (ricordiamo che il suo primo governo di coalizione era formato anche dai popolari, due ministri e quattro sottosegretari sturziani, tra cui un certo Gronchi che diventerà presidente della Repubblica antifascista, dai giolittiani liberali, i radicali e i riformisti). E da premier finto-democratico-vero autoritario doveva scegliere tra la fuga e il raddoppio della posta. Scelse la seconda strada: raddoppiò e nacque ufficialmente la dittatura.
Come e quando scelse? In occasione dell'occupazione del Parlamento. Cosa disse Mussolini? "Avrei potuto fare di quest'Aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli di camicie nere". Stessa cosa avverrà domani (le camicie in questione sono le camicie grilline): Grillo, in procinto di raddoppiare, data la perdita di consenso, le prime avvisaglie di erosione interna (il caso Grasso, la riunione segreta di Fregene), il fatto che molti italiani che lo hanno votato, già si sono stancati di un Movimento che più di "5 Stelle" comincia a diventare "5 Stallo". Un movimento di protesta che sta boicottando, bloccando lo Stato, le istituzioni, la governabilità, impedendo qualsiasi soluzione, e favorendo paradossalmente l’aumento esponenziale della crisi, della recessione. E ancora: Movimento "5 Stallo", perchè l'Italia non può permettersi l'ingovernabilità e l'instabilità e soprattutto l'irresponsabilità. Domani Grillo occuperà il Parlamento con la scusa di sbloccare le Commissioni. 1) Inganno: nella realtà è proprio lui che blocca i lavori del Parlamento impedendo la formazione dei governi; 2) Chi pagherà i responsabili della sicurezza, gli addetti ai controlli che saranno impegnati a controllare l'occupazione grillina fino alle 24? 3) Il vero responsabile della crisi è proprio lui: Grillo, altro che le caste partitocratiche e corrotte: incita la piazza, vellica gli umori più bassi della gente, ricatta il suo stesso partito (guai a cedere alla lusinghe degli altri), e tiene ferma l'Italia, in attesa che si realizzi forse la "decrescita felice", cioé l'abisso felice. 4) Ridicola l’affermazione della Lombardi: le Commissioni bloccate ci sono costate 500mila euro al giorno. E loro? Già adesso i grillini hanno gravato sulla collettività e sullo Stato per 3milioni di euro (l’importo lordo degli stipendi più o meno ridotti, moltiplicati per il numero dei parlamentari eletti). Quanto dobbiamo ancora pagare per Grillo per la sua grottesca rivoluzione?
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