-2 Silvio, Pezzopane (Pd): “Fi si sfila? Siamo pronti. Gasparri ha avuto vent’anni di tempo per le riforme”

08 aprile 2014 ore 17:00, Lucia Bigozzi
-2 Silvio, Pezzopane (Pd): “Fi si sfila? Siamo pronti. Gasparri ha avuto vent’anni di tempo per le riforme”
“Ciò che succederà giovedì non sarà una decadenza-bis ma la conseguenza dei reati che Berlusconi ha commesso”. Effetto decadenza-bis sul patto del Nazareno? “No, ma qualora ci fosse un colpo di coda di reazione, dovremmo farci i conti”. Stefania Pezzopane, senatrice dem renziana, non si nasconde dietro un dito: la fase è complessa ma indietro non si torna, avanti con le riforme. A Intelligonews risponde per le rime alle accuse di Gasparri (Fi) ma apre anche una finestra interna al Pd sui ‘senatori diversamente renziani’…
Due giorni al B-day. Senatrice Pezzopane, temete un effetto decadenza-bis sia per il destino politico del leader di Fi, sia sil piano delle riforme? «Non direi. La decadenza è stata quella votata dal Senato, oggi siamo agli effetti della sua condanna per un reato grave, evasione fiscale, che per ogni cittadino prevede le medesime pene. Non dovremmo avere conseguenze sugli impegni che Fi ha assunto con Renzi in merito alle riforme. Qualora ci fosse un colpo di coda di reazione, dovremmo farci i conti». E i conti si fanno in Senato, numeri, anzi voti alla mano. Temete sorprese o come dice il ministro Boschi la maggioranza è autosufficiente anche se Fi dovesse sfilarsi? «I numeri ci sarebbero se non ci saranno fughe in avanti o defezioni. Ovviamente c’è una discussione all’interno del Gruppo Pd che tenderà anche a proporre e ad apportare qualche modifica all’interno dell’impianto che viene proposto». Eppure il documento dei 25 senatori guidati da Chigi sulla riforma del Senato è diversamente renziano. Potrebbero esserci nuovi scontri all’orizzonte o comunque un rallentamento nel percorso impostato? «E’ un documento che pone alcune cose assolutamente condivisibili e in qualche modo, a mio giudizio, anche da prendere in considerazione. Il punto di contrasto è l’elezione diretta dei senatori e su quella credo sarà difficile potersi incontrare. Lo considero comunque un contributo alla discussione. Noi ci siamo dati delle regole in base alle quali si discute e poi si decide cosa votare. E quello che si decide è poi l’impegno che il Pd assume anche con i suoi senatori. Lo vedremo nei prossimi giorni rispetto ai comportamenti individuali». Lei non l’ha sottoscritto? «Ho ricevuto il documento, mi ha fatto piacere riceverlo e l’ho letto. Alcune cose le condivido ma non condivido il Senato elettivo. Non l’ho sottoscritto ma l’ho apprezzato: è un’iniziativa che può essere utile purchè non diventi un’iniziativa di scontro oppure aventiniana». Il senatore Gasparri a Intelligonews dice di aver smascherato le bugie di Renzi su Province che non saranno abolito e sul Senato che sarà un’assemblea di nominati. Cosa risponde? «Gasparri ha avuto vent’anni di tempo per cambiare il paese, la legge elettorale, la Costituzione, e non mi sembra che tutto questo tempo sia stato ben esercitato. Si può anche non condividere del tutto l’impostazione, ma resta tutta la forza e la passione che Renzi sta mettendo e noi tutti con lui per cambiare qualcosa in un paese fermo dagli anni Cinquanta mentre i partiti si sono limitati a organizzare convegni, seminari, momenti di confronto ma poi non hanno saputo mettere a disposizione della gente un vero processo di riforme». Sulle Province perché secondo lei Gasparri ha torto? «Si tratta di una modifica sostanziale: le Province non avranno più le giunte e i consigli provinciali eletti e retribuiti dall’erario dello Stato. E’ una modifica sostanziale ed è una fase transitoria in vista della riforma della Costituzione perché le Province sono previste in Costituzione e finchè non si procede alla modifica della Carta non si può andare oltre a quello già fatto. Trovo che alcuni parlano dimenticando che avrebbero potuto fare tanto per il paese e non lo hanno fatto». Quindi chi si oppone alle riforme di Renzi, Fi e non solo, appartiene alla categoria dei ‘parrucconi’ e dei ‘conservatori’ per usare due termini molto ricorrenti in questi giorni? «Conservatori sicuramente. Hanno il torcicollo, guardano indietro invece che avanti. Quando la politica è malata di torcicollo può produrre danni gravi. La gente, invece, coglie positivamente questa fase perché avverte che stavolta può cambiare qualcosa dopo anni e anni di immobilismo». La sua collega Puppato a Intelligonews ha definito il Def l’avvio di una rivoluzione socialista. Condivide? E sul merito attribuito a Renzi di aver evidenziato le contraddizioni di Berlusconi sul piano politico dialogando con lui alla luce del sole, è un’inversione a ‘U’ rispetto ai precedenti segretari dem? «Rivoluzione socialista non lo so… Mi basterebbe una rivoluzione democratica, soprattutto una risposta concreta ai bisogni sociali emergenti della nostra gente. E’ un paese in emergenza sociale e questo strumento è importante per dare ulteriori segnali dopo quelli già dati col precedente decreto per cambiare veramente. Quanto a Berlusconi l’abilità di Renzi è notevole perché in genere i nostri leader si facevano mettere nel sacco dal leader di Fi, invece ora accade l’opposto». A proposito dell’ormai famigerato incontro tra i due: ci deve essere o no? E soprattutto qual è il discrimine per eventualmente rinforzarlo visto che per Gasparri è il Senato elettivo o se deve restare, la sua abolizione? «Mi sembra che la posizione di Gasparri non sia la posizione concordata da Pd e Fi. Ben vengano gli incontri, credo che Renzi debba incontrare tutti gli esponenti politici ma a questo incontro se ci sarà non darei un’enfasi particolare. Lo schema è già stato impostato, quindi diventa un incontro direi di routine».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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