La grande Babele di Facebook che cancella i sessi per l'ideologia del sesso

08 aprile 2015, Americo Mascarucci
La grande Babele di Facebook che cancella i sessi per l'ideologia del sesso
Evviva, anche Facebook si adegua al “politicamente corretto” e sceglie di superare le identità sessuali. D’ora in avanti gli utenti che si iscriveranno al più importante social network del mondo non saranno più obbligati a specificare di essere uomo o donna ma potranno scegliere fino a dieci termini per indicare la propria sessualità. 

Una decisione, hanno spiegato i responsabili della comunicazione del social, per venire incontro alle tante persone che si sentono a disagio nel definirsi maschio o femmina, perché ritengono di non appartenere a nessuna delle due categorie; utilizzando termini diversi potranno quindi superare questo stato di disagio e definirsi come meglio credono. 
Giustamente Facebook, dato l’elevatissimo numero di utenti registrati che cresce di giorno in giorno, non può permettersi di restare indietro rispetto ad un mondo che sta facendo passi da gigante nel cambiare radicalmente il modo di concepire l’ordinamento naturale. 

Non è sotto accusa la scelta del social, quanto piuttosto la necessità di “adeguare” tutto allo spirito relativista che, giorno dopo giorno, sembra egemonizzare sempre di più la società. In fondo la scelta di Facebook è perfettamente in linea con quello che avviene in tante scuole italiane ed occidentali in cui ormai da tempo si insegna apertamente a superare le categorie sessuali naturali in favore di qualcosa di indefinito stabilito dall’uomo. 

In pratica si sta passando da un mondo naturale ad un mondo artificiale, un mondo parallelo che non sembra rispecchiare più ciò che la natura crea, ma ciò che l’individuo vorrebbe essere. Qualcuno è arrivato ad avanzare paragoni azzardati come sostenere che, andando avanti di questo passo, potrebbe diventare anche lecito il rapporto fra un essere umano ed un animale. Sembra un paragone eccessivo, eppure ogni giorno di più appare evidente il tentativo della società contemporanea di normalizzare i desideri individuali sotto qualsiasi forma, senza alcuna restrizione di ordine etico e morale. Ciò che si desidera e non arreca danno agli altri diventa quindi un diritto da soddisfare in nome di un principio di libertà forse abusato oltre misura. 

Si è arrivati a superare le categorie di padre e madre in favore di generiche definizioni di genitore uno e genitore due, per soddisfare il desiderio delle coppie gay di poter adottare e crescere dei figli. Poiché questo desiderio non è soddisfabile in natura, allora tanto vale superare la natura stessa ed eliminare le figure genitoriali di riferimento in favore dell’indefinito, del vuoto identitario. In questo modo non sarà più necessario avere per forza un uomo ed una donna come genitori, si potranno avere due padri e due madri, basta eliminare i termini e il problema è risolto. Adesso si è arrivati anche a negare le categorie identificative del genere umano e non. 

“Maschio e femmina li creò” sta scritto nella Bibbia e per interi secoli il mondo è andato avanti mantenendo intatto questo concetto di identità di genere. Nessuno lo ha mai messo in dubbio semplicemente perché era impossibile negare ciò che è stabilito in natura, non soltanto per l’uomo ma anche per gli animali. 

Oggi si è arrivati anche a stabilire per legge che si può negare la natura e accettare la genericità e l’irrilevanza dei concetti di maschio e femmina, inaugurandone la rottamazione. Ognuno può definirsi come vuole, indipendentemente dal sesso. 
L’individuo insomma è arrivato a negare la natura ed in nome del diritto a soddisfare le pulsioni dell’io ha creato un mondo artificiale e parallelo, ritagliato su misura per lui, un mondo dove si può arrivare a riconoscere qualsiasi diritto, l’io voglio al posto del noi siamo. 

Così non siamo più tutti uomini o donne, ma si può essere anche x, ipsilon o zeta a seconda di come l’individuo si percepisce realmente. Non mi sento uomo, allora mi definisco donna, oppure non mi sento nè l’uno e ne l’altro e allora mi definisco trans gender, grand gender, panz gender, gender di qua, gender di là, gender a destra, gender a sinistra. Sembra quasi di essere tornati ai tempi della torre di Babele quando Dio, per punire l’uomo della sua presunzione, la presunzione di elevarsi fino all’Onnipotente, generò il caos differenziando i linguaggi e facendo sì che gli esseri umani perdessero la capacità di comprendersi fra loro. 
Adesso non è Dio a confondere il mondo, ma è il mondo stesso a manipolare e deformare l’ordinamento naturale, a confondere se stesso. 

La grande Babele è la società contemporanea, una società talmente individualistica ed egoista da aver adeguato la natura ai propri istinti, anche i più illogici ed irrazionali. L’importante è essere felici e se la felicità non si può avere basta crearla “artificialmente”. Proprio così, in fondo basta poco, che ce vo!

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