Def, intervista a Fassina: "Renzi, i tagli ci sono già stati. Fassino ha detto la verità"

08 aprile 2015, Andrea De Angelis
"Niente tasse e niente tagli". Più che il Def quello di ieri è sembrato un manifesto elettorale. Ma al di là degli slogan e degli annunci (o delle slide, come ripetono i più critici con il Governo) quello che ieri non è piaciuto a molti è il riferimento ai tagli per il 2015 quando, in realtà, quella era la sede per parlare del prossimo triennio. Dal 2016 in poi. 
Lo dice con fermezza Stefano Fassina che nell'intervista a IntelligoNews ha attaccato così Renzi: "L'affermazione fatta ieri relativa ad ulteriori tagli per il 2015 è un modo abile per distrarre l'opinione pubblica". 

Def, intervista a Fassina: 'Renzi, i tagli ci sono già stati. Fassino ha detto la verità'
La parola tagli ieri ha caratterizzato la presentazione del Def. C'è anche chi ha rimproverato Renzi di non aver usato in modo appropriato tale termine, dimenticandosi di accompagnarlo alla parola spesa. Lei che idea si è fatto?

«Renzi ha detto una cosa scontata, perché testualmente i tagli non ci saranno nel 2015. Il Def però riguarda il prossimo triennio, dunque non so se consapevolmente o meno il messaggio di ieri è stato di confusione. Nessuno aveva mai prospettato una manovra correttiva per il 2015, anche perché per quest'anno i tagli ci sono già stati: li ha fatti la Legge di Stabilità del 2014, funziona così».

Mi sta dicendo che Renzi parlando del futuro ha invece fatto riferimento al passato?

«Sì, più precisamente ha parlato del presente lasciando al margine il futuro. I tagli del 2015, ripeto, il Governo li ha già fatti in modo pesante a dicembre: oltre 4 miliardi per le Regioni, 1 miliardo per le Province, 1,2 sui Comuni e oltre 2 miliardi per la Sanità. L'affermazione fatta ieri relativa ad ulteriori tagli per il 2015 è un modo abile per distrarre l'opinione pubblica.
I tagli di cui doveva parlare sono quelli per il 2016 e purtroppo ci saranno in modo significativo in particolare per il welfare locale».

La polemica con il presidente dell'Anci Fassino quanto male fa all'Italia e al Partito Democratico? 

«Fassino ha posto un problema reale, come già aveva fatto Chiamparino, sull'insostenibilità di ulteriori tagli. In questi anni i tagli che hanno riguardato gli enti territoriali sono arrivati alla cifra di 30 miliardi. Più che per il Pd questo scontro evidenzia un problema vero per i cittadini, soprattutto quelli più in difficoltà che sono colpiti da minori servizi, dagli asili nido al trasporto pubblico locale, dalla sanità alle rette delle mense scolastiche fino all'assistenza domiciliare. Questo è il punto». 

C'è chi parlando di pressione fiscale ricorda gli 80 euro...

«Da una parte si danno 80 euro a chi ha già un lavoro o addirittura due lavori nello stesso nucleo familiare e dall'altro si negano servizi sociali fondamentali a una parte significativa dei cittadini». 

Renzi non doveva essere il sindaco d'Italia? Il fatto che i sindaci siano contro Renzi la fa sorridere o era prevedibile? 

«Diciamo che è facile fare il sindaco d'Italia quando si è sindaco di Firenze, mentre è più complicato farlo quando si è Presidente del Consiglio e si gestisce la politica economica dentro un quadro che non funziona».
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