Regionali Forza Italia, A. Cattaneo: "Fitto non lo capisco. Rossi un'alleata e Sardone l'ho portata io"

08 aprile 2015, Marta Moriconi
Rebus regionali: Forza Italia è alla prova del nove, o la va o la spacca nel senso che il partito rischia seriamente l’implosione e un triste finale. Alessandro Cattaneo interviene sull’argomento e a IntelligoNews racconta come stia dalla parte di Silvia Sardone e Maria Rosaria Rossi in tema di rinnovamento. E fa anche qualche nome dell’altra ala di
Regionali Forza Italia, A. Cattaneo: 'Fitto non lo capisco. Rossi un'alleata e Sardone l'ho portata io'
pensiero, ma chiede di non “banalizzare lo scontro come una lotta tra vecchi e giovani”. Poi scopriamo che solo per la Puglia ha accettato il ruolo di pontiere…

Cattaneo entriamo nel problema interno a Forza Italia: Fitto o Berlusconi? Chi ha ragione?

“Nel merito delle questioni a livello nazionale Fitto pone anche questioni giuste, a livello locale mi sembra che le contraddica un po’. Sta difendendo persone che hanno 6 legislature in Puglia, che sono tutto tranne che il ricambio generazionale. Il muro contro muro di solito fa esplodere entrambi i protagonisti dello scontro. Bisogna trovare un punto di mediazione vera. Non è che Fitto possa immaginare di poter avere tutti i suoi, perché vogliamo costruire un partito in cui ci sia un ascensore meritocratico, dal basso verso l’alto e chi ha dato tanto potrà contribuire con altri ruoli, magari diversi”.

Cattaneo è un pontiere in questa situazione? O cos’altro?

“Io Fitto lo sto capendo poco. Sul tema Puglia, diciamo che ho da sempre stimato il prof. Schittulli e quindi in qualche modo provo a lavorare per proteggere la sua candidatura”. 

La Sardone, ieri ci ha detto che Forza Italia nasce come partito dei non politicanti, e se c’è gente che sta nel partito da vent’anni qualcosa non ha funzionato. Ma in molti l’attaccano. Lei da quale parte sta? 

Silvia Sardone in qualche modo, non dico che l’ho scoperta io ma al Gernetto l’ho portata io, poi da lì è nato il contatto con il presidente e poi… insomma a me fa piacere che le voci che si uniscono a me, nella formazione, trovino spazio: più siamo e più rendiamo efficace la nostra voce”.

Come legge le polemiche contro Silvia da parte di alcuni esponenti di Fi? 

“Attaccare una ragazza così professionale, che sta bene sul territorio, è sbagliato. Chi l’attacca non capisce che così facendo, le si dà più credito e più spazio ancora. Quindi mi sembra che a quelli che l’attaccano manchi l’Abc, dovrebbero fare l’esatto contrario se intendono combatterla”. 

La proposta della Sardone sulle primarie delle idee la convince? 

“Mi sembra già sentita, la Meloni con Crosetto le ha già fatte. Io ho fatto le primarie vere e Silvia portò anche qualche firma per me. Ben vengano comunque, apriamo un dibattito serio, senza la banalizzazione dello scontro vecchi giovani. Io oggi sono sulla rete, la mia voce non è quella del giovane Cattaneo, ma quella di tantissimi amministratori locali, capigruppo di città Metropolitane, sindaci autorevoli di capoluoghi. Io sto lavorando così e non essendo più sindaco la mia rete politica si amplia avendo più possibilità di muovermi”.

Allora una domanda per chiarire ruoli e assi: la vostra “area di pensiero” Cattaneo-Sardone ha un nemico o un alleato in Maria Rosaria Rossi, che oggi viene descritta dal Corriere della Sera come quella che decide tutto con il capo? 

“Vedendo quello che ha scritto Maria Rosaria Rossi ai coordinatori regionali abbiamo un’alleata. Ha chiesto di non ricandidare chi ha più di tre legislature e ha chiesto di dare più attenzione alla presenza di giovani. Ha intrapreso una battaglia di rinnovamento ed è stata attaccata in primis da Verdini, Matteoli, Fitto… Mi pare che sui contenuti ci siamo, poi sul metodo possiamo confrontarci. Io ieri ho fatto una nota stampa* dove ho messo in fila quanto ho combattuto per il rinnovamento: le ho provate tutte: con le cattive, come le buone, con le “medie”, con la competizione, con la meritocrazia… Ho anche fatto il bravo bambino, ma c’era sempre qualcosa che non andava, la realtà è che c’è qualcuno che non vuole il rinnovamento. E non è Berlusconi”. 



*
(Il suo comunicato stampa: "In queste ore, per fortuna, si parla molto del rinnovamento di Forza Italia. Dato che sul tema ho speso più volte le mie energie, provo a ripercorrere un po' di storia. Abbiamo provato a giocarcela a viso aperto, sono passati quasi 3 anni, chiedendo e raccogliendo le firme per le primarie. Risultato? Ci è stato detto che eravamo distruttivi e che non era il momento della formattazione e che le primarie non erano la soluzione. Abbiamo allora raccolto i sindaci lanciando l'iniziativa 'l'Italia Chiamo'' chiedendo di azzerare i vertici e ripartire. Allora si disse 'che i tempi non erano ancora maturi'. Ho provato allora a farmi sentire in Ufficio di Presidenza in modo costruttivo, spiegando che un rinnovamento della classe dirigente era necessario, fisiologico e salutare insieme all'esperienza di chi è sulla scena da tempo. Risultato? Nessuno dei vecchi big del partito ha dato ascolto. Ci era stato detto poi che le liste per le politiche del 2013 sarebbero state piene di volti nuovi. Risultato? Il 90% degli eletti erano uscenti e oggi abbiamo il gruppo parlamentare tra i più anziani d'Europa sia per età anagrafica che per numero di legislature dei suoi membri. Abbiamo allora portato a Villa Gernetto dal presidente Berlusconi alcuni giovani under 35 del partito, selezionati con attenzione in base ai voti presi, alla credibilità personale in termini di studio, professione, alla capacità di distinguersi e lavorare con serietà e credibilità sui territori. Risultato? Ci è stato detto che anche questo non andava bene perché eravamo di fronte ad 'un casting', anche se quella giornata tutto fu tranne che un casting. Insomma, personalmente e con tanti altri ci abbiamo messo la faccia per rendere concreto e utile il rinnovamento, con le buone e con le cattive, con coraggio ed anche in modo costruttivo. Risposte? Nessuna. I nostri parlamentari ci indichino allora qual è il metodo secondo loro per rinnovare la classe dirigente. Perché io ne ho indicati tanti finora senza ricevere risposta e la pazienza di tanti amministratori locali e di tanti giovani in gamba ed onesti di questo partito, pieni di energie e voti sul territorio, ha un limite e troveremo presto, dopo le regionali, il modo ed i tempi per far sentire forte la nostra voce, avverte. Abbiamo fiducia ormai solo in Silvio Berlusconi, l'unico che è stato innovatore in questi anni di storia di Forza Italia quando ha portato giovani al governo del Paese e nuovi politici in campo nel '94. Serve oggi lo stesso coraggio”, ndr).




caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]