Puppato (Pd): “De Gennaro? Con Orfini. I biglietti scontati per l'Expo un'ottima idea"

08 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Puppato (Pd): “De Gennaro? Con Orfini. I biglietti scontati per l'Expo un'ottima idea'
"De Gennaro a Finmeccanica? Sarò al fianco di Orfini”. Così Laura Puppato, senatrice dem, commenta nell’intervista a Intelligonews il tweet del presidente del Pd il giorno dopo la sentenza della Corte europea sui fatti della Scuola “Diaz”. L’analisi si allarga poi all’Italicum e alla battaglia interna al Pd per poi affrontare il caso delle tessere dem in tandem coi biglietti per l’Expo…

La Direzione Pd ha votato a maggioranza l’ok all’Italicum così com’è. Oggi c’è la lettera a Renzi dei deputati di area riformista in cui chiedono un confronto e un’apertura su capilista bloccati e preferenze. Il ministro Boschi a pochi minuti dalla seduta di Commissione dichiara che non sono necessarie modifiche. Come ne uscite?

«A me è parso subito molto chiaro che questo terzo passaggio non sarebbe stato ex novo, cioè che non saremmo tornati da capo. E’ pur vero, come sostiene Speranza che si è ristretta la base elettorale e con la sparizione del Patto del Nazareno è cambiato l’atteggiamento di Forza Italia rispetto all'intesa originaria, ma è altrettanto vero che la stessa Forza Italia verrà messa in grande difficoltà in quanto a coerenza nel momento in cui si andrà al voto. In fondo, questa è una richiesta di giocare a carte scoperte. I margini di manovra? Dovrebbero prevedere per Renzi la possibilità di ridiscutere ciò che uscirebbe da un eventuale confronto con una parte del Pd e poi aprire un tavolo con tutta la maggioranza: obiettivamente sarebbe come ripartire da zero. Qualcuno potrebbe obiettare che si sta parlando di legge elettorale, cioè di un tema rilevante al punto tale da far risultare legittimo un ripensamento, ma va tenuto presente che non è assolutamente automatico il fatto che la modifica che eventualmente uscisse dal tavolo del Pd poi soddisfi il resto della maggioranza. E il rischio è che potremmo teoricamente ritrovarci con un nulla di fatto».
 
Il Pd di Milano fa iscritti under 30 coi ‘saldi’ dei biglietti per l’Expo. Siamo alla “berlusconizzazione” dem? Al "compri tre paghi due"?

«Io voglio leggerla come una volontà di sollecitare gli italiani a visitare l’Expo e trattandosi del Pd di Milano ha più di una ragione per farlo. Expo non è solo una vetrina, ma ha una precisa funzione visto che tratta dello spreco di cibo, la necessità di guardare con uno sguardo sensibile e attento alle tematiche sull’alimentazione mondiale. Expo è un fatto culturale non è un fatto commerciale in sé, una vendita o una svendita. Il Pd milanese è giustamente molto interessato a fare in modo che l’Expo non si traduca in un flop ma in un successo; sia perché a Milano c’è un impegno di tutti che definire straordinario è dire poco, vista l’accelerazione degli ultimi mesi a fronte dei ritardi precedenti; sia perché l’Italia non può permettersi di far trovare le sale vuote. Quindi, se consideriamo i due aspetti insieme che evidenziano questioni come lavoro, ambiente e cultura, dico che sono proprio i nostri temi e trovo quella del Pd milanese un’ottima idea. Altro che sponsorizzazione… in questo Paese riusciamo spesso a buttare a mare o a giudicare male forzatamente le cose sensate che accadono e magari ci innamoriamo di stupidaggini che nel giro di poco tempo non lasciano alcuna traccia»

Dopo la condanna della Corte europea nei confronti dell’Italia per i fatti della Scuola “Diaz”, il presidente del suo partito, Matteo Orfini ha twittato così: “Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica”. Condivide? 

«Trovo che Orfini abbia non solo completamente ragione ma aggiungo che mi troverà al suo fianco in questa battaglia. Francamente, con il dovuto rispetto per tutti, mi domando cosa ci faccia De Gennaro in Finmeccanica dal momento che abbiamo anche altri manager di grande levatura e capacità nel nostro Paese. Per questo non credo che abbiamo bisogno per forza di De Gennaro presidente. Tra l’altro, visto che si tratta del primo gruppo industriale italiano, trovo che ci sia anche una questione di immagine del Paese all’estero da considerare, perché ricordiamoci che non si vive di solo pane; l’uomo ha anche bisogno di costruzioni mentali che forse cominciano a crollare quando i nomi sono quelli di sempre»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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