Visco: “Italia fuori dalla recessione grazie al Qe”, ma c’è un prezzo (enorme) da pagare

08 aprile 2016 ore 12:24, Luca Lippi
Lo ha detto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco durante un intervento a Francoforte. Facendo riferimento alla politica monetaria della Bce, diche senzail Qe: “adottato tra giugno 2014 e dicembre 2015 sia l’inflazione sia la crescita del pil nella zona euro sarebbe stata inferiore di circa mezzo punto percentuale nel periodo 2015-2017”. Riferendosi specificatamente all’italia dice che il nostro paese avrebbe subito una recessione senza precedenti con una probabile fine solamente alla fine del 2017, in sintesi Deflazione feroce.

Visco: “Italia fuori dalla recessione grazie al Qe”, ma c’è un prezzo (enorme) da pagare

Dice Visco riferendosi all’Eurozona: “l'espansione dell'attività economica nel 2015 sarebbe stata leggermente al di sotto dell'1%, a fronte del 1,6% registrato, mentre l'inflazione sarebbe stata negativa, a circa -0,5%, contro lo 0,0%”.
Il governatore ha poi commentato la bassa inflazione stagnante come la conseguenza del “persistente ristagno economico e dall’alto tasso di disoccupazione. Nell'area dell'euro la correlazione negativa tra disoccupazione e inflazione o tasso di crescita delle retribuzioni contrattuali è molto evidente anche da una semplice analisi descrittiva. Sostenere la crescita e l'occupazione è quindi cruciale per portare l'inflazione al target prefissato”.
Banca d’Italia ha eseguito uno studio secondo cui “in Italia una riduzione della disoccupazione di 3 punti percentuali si tradurrebbe in un aumento dell’inflazione dei salari tra lo 0,5-1 punti percentuali”. 
Visco ha concluso ammonendo che “una politica monetaria molto accomodante protratta nel tempo comporta rischi che devono essere attentamente monitorati e tassi nominali bassi o negativi per troppo tempo possono danneggiare alcune istituzioni. Ma l'attuale basso livello dei tassi di interesse nella zona euro non è una scelta bizzarra del Consiglio direttivo della Bce. Piuttosto, essa riflette il gioco della bassa inflazione effettiva attesa. Una politica monetaria meno accomodante nelle attuali circostanze sarebbe dannosa per tutti”. Per questo “l'unico modo sostenibile per aumentare i tassi nominali è di rafforzare la crescita e la creazione di posti di lavoro. Queste sono le condizioni necessarie per portare l'inflazione di nuovo a bersaglio e preservare la stabilità dei prezzi, nell'interesse di tutti i cittadini della zona euro. Ed è per questo che dobbiamo essere ambiziosi nelle nostre decisioni. Più forti sono le nostre azioni di oggi, tanto prima saranno soddisfatte queste condizioni”.
In sostanza, il governatore della Banca d’Italia afferma che l’Italia sarebbe uscita dalla recessione grazie alla politica della Bce e soprattutto grazie a i tassi bassi, poi però ammonisce che i bassi tassi danneggiano il sistema bancario. Se così fosse già sarebbe una notizia assai più confortante della situazione economica reale del nostro Paese.

autore / Luca Lippi
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