Scoperto buco nero da record, ma fa paura alla Terra? Occhio agli anni luce

08 aprile 2016 ore 12:40, Andrea De Angelis
Aiuto, un buco nero! Roba da film, state tranquilli. Il buio fa paura, certo, ai piccoli e non solo. Ciò che non conosciamo poi terrorizza eccome. Quando però le notizie arrivano dall'universo ci sembrano lontane, ma non per questo meno suggestive. 

Come quella della scoperta di un super buco nero la cui massa supera di 17 miliardi di volte quella del Sole. La sua presenza è considerata un segno di come simili mostri cosmici potrebbero essere molto più comuni di quanto si possa immaginare. Pubblicato sulla rivista Nature, il risultato si deve al gruppo guidato dall'Università della California a Berkeley.
Non si tratta dunque di un record, ma poco ci manca. Il primo posto infatti spetta al buco nero della massa di 21 miliardi di Soli scoperto nel 2011 nell'Ammasso della Chioma. Finora si riteneva che buchi neri di queste dimensioni si trovassero in zone, diciamo così, molto "ricche e affollate" dell'universo, ma la nuova scoperta va in direzione diversa e contraddice la suddetta ipotesi. La massa da 17 miliardi di Soli è infatti nella galassia NGC 1600, che si trova nella parte di cielo opposta rispetto all'Ammasso della Chioma e in una zona relativamente deserta. La notizia, messa in evidenza da Chung-Pei Ma, coordinatore della ricerca, è dunque la più importante. 
Anche perché si tratta del primo buco nero trovato in un'area simile e dunque potremmo essere soltanto all'inizio di nuove, incredibili scoperte. 

Scoperto buco nero da record, ma fa paura alla Terra? Occhio agli anni luce
Ma quanto dista da noi questa spaventosa massa? Circa 200 milioni di anni luce. Dunque possiamo stare tranquilli: il pianeta che ci ospita non sarà inghiottito neanche questa volta. Semmai c'è da evitare l'implosione della Terra, ricordandoci che non ne siamo padroni, ma appunti ospiti. Da sempre. 
Per buco nero, lo ricordiamo, si intende una regione dello spaziotempo con un campo gravitazionale così forte e intenso che nulla al suo interno può sfuggire all'esterno, nemmeno la luce. Classicamente, questo avviene attorno ad un corpo celeste estremamente denso nel caso in cui tale corpo sia dotato di un'attrazione gravitazionale talmente elevata che la velocità di fuga dalla sua superficie risulti superiore alla velocità della luce. Da un punto di vista relativistico, invece, la deformazione dello spaziotempo dovuta ad una massa così densa è tale che la luce subisce, in una simile situazione limite, un redshift gravitazionale infinito. In altre parole, la luce perde tutta la sua energia cercando di uscire dal buco nero. La superficie limite al di là della quale tali fenomeni avvengono è detta orizzonte degli eventi. Da questa caratteristica, deriva l'aggettivo "nero", dal momento che un buco nero non può emettere luce.
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