Compagni di liceo solidali: Andrea ha la leucemia, per il midollo tutti "presenti"

08 aprile 2016 ore 20:09, Adriano Scianca
Andrea ha appena compiuto 18 anni, frequenta il liceo scientifico Leonardo Cocito con altri 700 ragazzi, e ha scoperto di avere la leucemia. Serve un trapianto di midollo osseo e i primi a mettersi  in fila per i test di compatibilità sono proprio i compagni di scuola, i docenti, le famiglie degli allievi. Succede ad Alba, un Comune in provincia di Cuneo, dove praticamente mezzo paese si è mobilitato per tentare di dare un aiuto ad Andrea.

La gara di solidarietà è partita subito da un messaggio postato sulla bacheca del sito del liceo: "Uno studente della nostra scuola è affetto da una grave malattia emopoietica. Ciò comporta una defezione a livello cellulare con rischi elevati verso infezioni, setticemie e malattie con decorso quasi sempre mortale. Tutti noi possiamo provare a dargli una mano, come solo la comunità del "Cocito" sa fare. L'aiuto che ognuno di noi può dare è la donazione del proprio midollo osseo". 

Compagni di liceo solidali: Andrea ha la leucemia, per il midollo tutti 'presenti'
E' urgente, la gente capisce e la risposta arriva subito, rapida e virale: corre su Facebook, rimbalza su WhatsApp. "Chiunque fosse interessato può trovare tutto il materiale informativo presso i Rappresentanti Federico Sordo ed Alessandro Tomassetti di IV B, oltre ovviamente al sito internet dell'ADMO", si legge ancora nel messaggio che in un passaparola reale e virtuale entra nelle aule di tutte le scuole della zona, raggiunge ogni casa di Alba. La risposta è enorme e lascia incredulo per primo Andrea che sulle pagine del quotidiano La Stampa ha commentato: "Sono commosso. Pensare che mi stanno sostenendo i compagni e l'intera città mi dà forza e coraggio".

Alla porta dell'Admo che per l'occasione si è offerta di eseguire i test direttamente a scuola bussano, in realtà, anche chi non potrebbe, perché solo chi ha tra i 18 e i 35 anni, senza piercing, tatuaggi e interventi chirurgici recenti alle spalle, può donare. Ma quello che conta (insieme al risultato) è la disponibilità  immediata e di massa di giovani ragazzi che non ci hanno riflettuto più di un secondo. Solo un midollo su centomila è compatibile e la speranza di Andrea è che tra questa enorme folla di persone che lui conosce per nome e cognome in centinaia di intervalli, ci sia chi potrà restituirgli una vita normale. "Per questo è bene essere in tanti: più siamo più è probabile trovare il donatore giusto", hanno detto i compagni. Ma il test, ha precisato la dottoressa Milena Bernardi dell’Admo, "non sarà specifico per il caso di Andrea. Chi decide di effettuarlo entra in una banca dati di possibili donatori che opera a livello mondiale. Ma mobilitazioni come questa sono davvero preziose per diffondere una cultura della donazione". 
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