Guidi, Puppato (Pd): "Ne è uscita bene, ora la legge. Lei e Lupi scelti da Renzi ma ..."

08 aprile 2016 ore 14:03, Lucia Bigozzi
“Dal faccia a faccia con i giudici la Guidi ne è uscita bene e risulta sempre più chiara una posizione di persona raggirata. Tuttavia c’è bisogno di una legge sulle lobby e come senatori Pd stiamo spingendo per velocizzare l’iter parlamentare”. Punto sul quale si sofferma la senatrice dem Laura Puppato che nella conversazione con Intelligonews analizza il caso dell’ex ministro e i sospetti di “dossieraggio” denunciati dal ministro Delrio.

La Guidi da persona informata sui fatti e per questo sentita dai magistrati, a parte lesa: cosa è cambiato dopo l’interrogatorio più atteso? 

«Evidentemente ne è uscita bene, nel senso che risulta sempre più chiara una posizione nella quale non è artefice di un connubio illegale o comunque che preveda un conflitto di interessi, bensì una figura che è stata raggirata e questo è ancora più doloroso da persone cui eri stata affettivamente legata. L’importante, sarà seguire la vicenda e vedere, capire fino in fondo come si sono mossi i vari scacchi all’interno di questa partita perché risulta sempre più evidente che c’è bisogno di una regolamentazione che è la legge sul lobbismo. Come senatori Pd stiamo facendo pressing per velocizzare l’iter parlamentare»

Guidi, Puppato (Pd): 'Ne è uscita bene, ora la legge. Lei e Lupi scelti da Renzi ma ...'
Se le accuse dei pm nei confronti dell’ex compagno della Guidi circa presunte pressioni collegate a nomine, la stessa Guidi non ne uscirebbe comunque con un’immagine appannata a livello politico e istituzionale?

«La ministra Guidi ha ben operato in questi due anni rispetto alle questioni delle tante crisi aziendali che si sono aperte e questa è opinione comune, anche di buona parte della minoranza che ha avuto modo di verificare direttamente la gestione di altissimo livello finalizzata a trovare soluzioni affinchè le imprese restino sul territorio e le aziende credano in questa struttura politico-territoriale e si mantengano i livelli occupazionali. Altri esponenti politici, invece, hanno rilevato criticità sulle tematiche collegate ad esempio al grande capitolo dell’energia. C’è stata forse minore attenzione alle rinnovabili piuttosto che ad attivare soluzioni volte a innescare la cosiddetta ‘economia circolare’ che dovrebbe cambiare il paradigma industriale del Paese. Sul tema delle nomine e di eventuali pressioni cui lei sarebbe stata sottoposta è tutto da definire e non credo sia facile oggi esprimere giudizi definitivi. Credo che il lavoro della magistratura su questo possa essere illuminante per raggiungere quanto meno chiarezza dei fatti»

C’è chi ha paragonato il caso Lupi a quello Guidi, ovvero due ministri non renziani che fanno la stessa fine – cioè dimissioni – pur non essendo indagati. E’ così?

«C’entra come il cavolo a merenda il fatto che non siano renziani, nel senso che entrambi sono stati indicati dal primo ministro, quindi godevano della sua stima e fiducia che per ragioni obiettive in qualche modo è stata messa in dubbio. Penso che a seguito di questi due casi si sta dimostrando è che qui il dubbio che si anteponga l’interesse personale al bene pubblico, è ragione sufficiente per questo Parlamento e per questo governo per chiedere un passo indietro a chi di competenza. Mi pare un bel sintomo di volontà di trasparenza e di chiara definizione dell’altissima qualità del ruolo che non può prescindere dall’estrema limpidezza dei rapporti e della qualità del lavoro»

Caso Delrio: qual è il pericolo e il problema dei dossieraggi?   

«Se consideriamo che i media possano esasperare l’insinuazione del dubbio sistemico su ogni e qualsiasi figura con delega o responsabilità di governo, è evidente che spinto alla sua estrema azione questo meccanismo può risultare demolitorio di una capacità di governo, di un’idea politica, di un modo che oggi - nel bene e nel male – è in grado di mettere in atto grandi riforme e grandi innovazioni in un sistema Paese incancrenito, malato. Ma attenzione, perché se confondiamo la medicina buona con le ‘purghe staliniane’ rischiamo di ritrovarci nella situazione ante, distruggendo ciò che di buono si sta facendo per il Paese»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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