Altro che "effetto Kasper": "Amoris Laetitia" contro gender, nozze gay e utero in affitto

08 aprile 2016 ore 15:35, Americo Mascarucci
Non c’è stato l’effetto Kasper tanto atteso nelle pagine dell’Amoris laetitia, (la Gioia dell’amore), l’Esortazione con la quale Papa Francesco ha concluso il percorso dei due Sinodi dedicati alla famiglia.
Chi pensava di trovarsi davanti una vera e propria rivoluzione dovrà ricredersi: niente di tutto questo, anzi la riproposizione a grandi linee della dottrina della Chiesa sulla pastorale della Famiglia.
Del resto che nulla sarebbe cambiato era chiaro a tutti già con la chiusura del Sinodo ordinario quando era evidente come la Chiesa non avrebbe "abbracciato il mondo" come in tanti, troppi, si aspettavano dentro e fuori la Chiesa, ma soprattutto nei salotti radical chic. 
Ecco quindi che sulle unioni di fatto e le unioni gay Francesco scrive: "Le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio. Nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita ci assicura il futuro della società". Avete capito bene? Le unioni gay precludendo a monte la possibilità per la coppia di procreare, quindi non sono "in comunione" con il "progetto di Dio". Altro che riconoscimento delle nozze gay! La chiusura come si vede è totale.

Altro che 'effetto Kasper': 'Amoris Laetitia' contro gender, nozze gay e utero in affitto
Ma non è finita qui. 
Leggete ad esempio come definisce Francesco l’ideologia gender: "Una ideologia che nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. Inquietante che alcune ideologie di questo tipo cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini"
 
Ma ce ne è anche per la maternità surrogata e per le tecniche di fecondazione artificiale: "La vita umana e l’essere genitori sono diventate realtà componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie - denuncia il Papa - Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore"

Anche sul tema della comunione ai divorziati risposati nessuna apertura significativa: "Non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta 'irregolare' vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante - scrive Francesco - E’ meschino soffermarsi a considerare solo se l'agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare piena fedeltà a Dio nell'esistenza concreta di un essere umano. Un Pastore non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni 'irregolari', come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone".  Nessun riferimento dunque alla possibilità per i divorziati risposati di ricevere la comunione se non caso per caso. Poi ovviamente c'è la misericordia per tutti, ma questa è una possibilità che la Chiesa ha sempre contemplato e non è stata certo introdotta oggi. Di misericordia hanno parlato tutti i pontefici da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.  
E resta immutato il principio dell'indissolubilità del matrimonio: "L'ideale dell'amore fedele, unico, fecondo e, appunto, indissolubile rimane un punto d'arrivo indiscutibile - scrive Francesco -  la Chiesa cattolica lo indica come traguardo per gustare pienamente la gioia dell'amore tra uomo e donna".

Insomma ognuno può leggerla come vuole, ma nelle 264 pagine dell'Esortazione appare evidente come Francesco punti a mantenersi, almeno negli scritti, il più possibile coerente con il Magistero della Chiesa. L'effetto Kasper dunque è definitivamente svanito?

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