Amoris Laetitia, Fusaro spiega: "Francesco è rivoluzionario anche con questo documento"

08 aprile 2016 ore 17:02, Andrea De Angelis
L'attesa è finita. Oggi è stato presentato "Amoris laetitia". Nove capitoli per un documento di 264 pagine, lungo e complesso. La "gioia dell’amore" è l’esortazione con la quale Francesco conclude il percorso dei due Sinodi dedicati famiglia. Il primo capitolo offre la base di citazioni bibliche, il secondo traccia un quadro della situazione, il terzo parla della vocazione della famiglia. Due capitoli, il quarto e il quinto, sono dedicati specificamente al tema dell’amore coniugale. Il sesto parla delle prospettive pastorali, il settimo dell’educazione dei figli. Mentre l’ottavo, che con ogni probabilità sarà il più discusso, contiene le indicazioni per l’integrazione dei divorziati risposati. IntelligoNews ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro...

Leggendo questo documento possiamo dire che troppo in fretta Papa Francesco è stato giudicato un pontefice progressista?
"In verità oggi le parole dovrebbero essere ricalibrate. Se vogliamo essere sinceri nella nostra epoca rivoluzionario vuol dire opporsi alla modernizzazione capitalistica. Quindi è molto più rivoluzionario Bergoglio rispetto a molti altri che vi si dichiarano". 

Un segno chiaro secondo lei?
"Sì, il fatto che il Papa riesca a dire di no al capitalismo finanziario è un segno di rivoluzionarietà".

Quindi conservatore sui temi civili e rivoluzionario su quelli sociali?
"Forse potremmo dire così, ma anche sui temi civili è molto rivoluzionario. Lo è perché riesce a mantenere dei punti fermi, degli ideali di riferimento. Trovo molto più rivoluzionario questo che cedere agli ideali che vuole imporci la società di mercato. Anche se questi ideali non sono sempre condivisibili, rivelano una non identificazione con la società di mercato". 

Il Papa interroga anche i genitori chiedendo loro chi dà divertimento ai figli e, nel farlo, cita anche gli schermi, riferendosi probabilmente a tv, computer e più in generale al mondo dello spettacolo e dell'intrattenimento. Un ammonimento importante?
"Sì, certamente. Questa è una messa in guardia rispetto a quella che si è soliti definire società dello spettacolo. Personalmente trovo giusto introdurre elementi etici e formativi affinché i bambini non assumano come unico riferimento della loro formazione il modello televisivo o il vip". 



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