Amoris Laetitia, Mancuso: “Francesco un papa conservatore che non cambia nulla e dimostra paura"

08 aprile 2016 ore 15:44, Lucia Bigozzi
“Francesco un papa conservatore che non si oppone alla realtà ma non cambia nulla”. “Nella Esortatio non c’è niente di nuovo e un pontefice che usa le formule dei papi del passato vuol dire che ha paura”. Due passaggi dell’analisi che Aurelio Mancuso, presidente di Equality, argomenta nell’intervista con Intelligonews nel giorno dell’Amoris Laetitia firmata da Bergoglio. 

Nell’Esortatio il papa chiude alla teoria gender, alle unioni tra coppie dello stesso sesso e alle adozioni gay. Francesco, alla fine, è un pontefice conservatore?

«È un papa che fa il notaio perché prende atto che in Occidente sulla questione dei divorziati e risposati ormai la Chiesa pensa in un certo modo nella pratica quotidiana, mentre in Africa la pensa in tutt’altro modo. Quindi da noi, si lascia libertà alle chiese locali, le posizioni dei risposati e dei divorziati vengono valutate caso per caso, decidono i pastori perché, anche lì, non c’è accordo. Sulla questione del sesso che non è un male assoluto, Francesco non dice niente di nuovo perché lo aveva già detto Paolo VI. Quanto alle questioni legate al gender, da come capisco, lui correttamente separa la questione del gender dalla questione omosessuale. Infine per quanto riguarda la questione omosessuale, anche qui non c’è niente di nuovo: il papa si richiama al Catechismo e quindi a Ratzinger dicendo che non si possono equiparare le coppie di fatto all’amore di Dio e alla famiglia. Tutto ciò, significa riproporre le posizioni di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI; quindi niente di nuovo se non la sottolineatura della solita posizione di sempre, ovvero una posizione conservatrice. In sintesi, si potrebbe dire che questo papa argentino, gesuita, non si oppone alla realtà ma non cambia nulla»

C’è il concetto di misericordia pastorale che in questo testo viene maggiormente valorizzato. Della serie: sul peccato non si discute, ma il peccatore può essere accompagnato. Per voi è sufficiente?

«No e anche questa è una cosa vecchissima che si rifà al Concilio Vaticano II con papa Giovanni XXIII che fece la distinzione tra peccato e peccatore. Se avevano bisogno di Giovanni XXIII potevano chiedergli preghiere affinchè li illuminasse… Francesco sta qui, oggi, in questo tempo, e se usa le formule dei papi del passato vuol dire che ha paura».
 
C’è infine la riaffermazione della famiglia naturale uomo-donna. Secondo lei quanto l’esortazione del papa influirà e se potrà farlo nell’iter del ddl Cirinnà alla Camera?

«Sul passaggio del ddl Cirinnà a Montecitorio credo che ormai il mondo cattolico che si opponeva, si sia dato per vinto perché penso che intorno a metà maggio finalmente sarà un provvedimento dello Stato. In verità, papa Francesco si richiama alla battaglia successiva che si aprirà nel Paese, ovvero la riforma della legge sulle adozioni e lì la risposta è semplice: si preferisce non dare figure genitoriali ai bambini che stanno negli istituti o nelle case-famiglia pur di tenerli nelle proprie strutture pagate dallo Stato»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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