Banca Mediolanum traina il risparmio gestito: anche per gli analisti?

08 aprile 2016 ore 16:37, Luca Lippi
Rimbalzano le Borse, ma non è mai un segnale particolarmente interessante per chi cerca segnali positivi e luci in fondo al tunnel, la probabilità che in pochi minuti l’indice volga al negativo è sempre latente, del resto le Borse non dicono mai niente che sia di riferimento alle economie dei Paesi di cui ospitano le quotazioni. 
Ricordiamo che le Borse valutano i cespiti delle aziende quotate e la peculiarità degli investitori istituzionali che operano è la capacità di conoscere prima di altri colleghi e omologhi notizie positive o negative riguardo le sorti contrattuali delle aziende quotate. Tutti gli altri seguono a gregge convinti di sapere ma sono soprattutto consci di sapere di non sapere, eppure continuano a non sapere, di non sapere. I risparmiatori più attenti o più prudenti, spesso scelgono di approfittare della professionalità di specialisti del risparmio, e specialmente dopo quanto accaduto negli ultimi tempi, sempre più cercano il conforto di aziende specializzate nel risparmio gestito.

Banca Mediolanum traina il risparmio gestito: anche per gli analisti?
Dunque, la premessa sta a sottolineare che a far risalire le sorti di Piazza Affari, oggi, sono state proprio le società del risparmio gestito insieme ai bancari, che rinvigoriscono il settore facendolo salire. 
Fra le società che performano meglio troviamo Banca Mediolanum (3,6%), Anima Holding e Azimut (2,8%), FinecoBank (1,95%) e Banca Generali (1,55%). La positività dell’andamento per queste aziende non è legato alla loro capacità di gestire i fondi che raccolgono, ma esclusivamente la raccolta netta, tanto è vero che Banca Mediolanum risulta essere particolarmente vivace per raccolta, ma è anche vero che produce pubblicità continua sui media, e la cosa è comprensibilmente finalizzata a cercare nuovi clienti e quindi nuova raccolta.
Per fare un esempio, a fronte di un risultato di Borsa molto più positivo, Banca Mediolanum a marzo ha riportato una raccolta netta totale di 573 milioni di euro, con un saldo da inizio anno pari a 1,722 miliardi di euro, in crescita del 66% rispetto allo stesso periodo del 2015. Il risultato è inferiore a quello di Azimut che ha conseguito un risultato positivo pari a 626 milioni di euro, con un bilancio in attivo per 1,7 miliardi di euro nel primo trimestre di quest'anno e con il giudizio degli analisti assai più positivo di quello di Banca Mediolanum.
Questo per far capire meglio il reale funzionamento della Borsa che segue logiche precise ma avulse dal resto del mondo economico e finanziario circostante.
Comunque si tratta del miglior marzo di sempre per Banca Mediolanum e soprattutto per l’amministratore delegato (erede al trono) Massimo Doris. Dichiara sostanzialmente che “Il mercato ci riconosce sempre più come una banca solida e competente, lo testimonia il fatto che nel primo trimestre l'acquisizione di nuovi clienti è cresciuta del 32% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso”. Miracoli della pubblicità.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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