Amoris Laetitia, Zan (Pd): "Dietro a 'peccato e misericordia' di fatto continua a discriminare i gay"

08 aprile 2016 ore 16:48, Lucia Bigozzi
“Non mi sono mai fatto illusioni sulla Chiesa che è una struttura conservatrice”. “Dietro al concetto di peccato e misericordia non si può, di fatto, continuare a discriminare le persone per il loro orientamento sessuale”. Ddl Cirinnà alla Camera: “C’è il sospetto che questa uscita serva a condizionare l’iter parlamentare della legge”. E’ molto critico il giudizio di Alessandro Zan, parlamentare dem, che nella conversazione con Intelligonews analizza i punti dell’Amoris Laetitia. 

Nell’Esortatio Amoris Laetitia, il papa chiude alla teoria gender, alle unioni tra coppie dello stesso sesso e alle adozioni gay. Francesco, alla fine, è un pontefice conservatore?

«Io non ho mai nutrito grandi speranze sulle aperture dei papi in generale, perché la Chiesa come struttura millenaria è una struttura conservatrice, con punte reazionarie. Dunque, non mi sono mai fatto illusioni e proprio per questa ragione, quando a volte ci sono state dichiarazioni interpretate come aperture, io ho sempre manifestato grande cautela ribadendo che l’azione del parlamento deve essere distinta perché il parlamento è l’istituzione laica per eccellenza che rappresenta la sovranità popolare e deve essere tenuta su un piano differente da quello delle autorità religiose. E’ in questo che le moderne democrazie si differenziano dagli Stati teocratici o etici, dove la religione assume anche un potere temporale e politico».  

Amoris Laetitia, Zan (Pd): 'Dietro a 'peccato e misericordia' di fatto continua a discriminare i gay'
Quindi nel pontificato di Francesco non c’è niente di nuovo?

«Tutte le volte che la Chiesa esprime una posizione sui vari temi, è legittimo che lo faccia così come vale per tutte le associazioni. La cosa grave è quando la Chiesa, come associazione privata molto importante nel nostro Paese, esercita un’azione di ingerenza sulle istituzioni, come abbiamo sentito dal cardinale Bagnasco che suggeriva ai parlamentari o al parlamento quale fosse la modalità di voto migliore su alcune questioni, come quella sulla stepchild adoption. Ecco, questo atteggiamento è da respingere con forza, è assolutamente inaccettabile perché il Vaticano è un altro Stato, uno Stato sovrano che non deve minimamente interferire con l’autonomia, la sovranità, la laicità del parlamento italiano»

C’è poi il concetto di misericordia pastorale che in questo testo viene maggiormente valorizzato. Della serie: sul peccato non si discute, ma il peccatore può essere accompagnato. Per voi è sufficiente?

«Non mi convince. Peraltro io non essendo credente non seguo i dettami della Chiesa cattolica così come di altre Chiese. Non mi convince perché dietro al concetto di peccato e di misericordia, non si può di fatto continuare a discriminare persone per il loro orientamento sessuale. E’ bene ribadirlo una volta per tutte: l’orientamento sessuale, così come l’origine etnica, rappresenta una condizione della persona che la stessa persona non sceglie. Uno non sceglie di avere un colore della pelle piuttosto che un altro, non sceglie di avere un orientamento eterosessuale, omosessuale, bisessuale, perché è nato così. Quindi, tutti gli individui in base alla loro condizione personale debbono essere rispettati e non discriminati ed è per questo che la Costituzione vieta ogni discriminazione, per cui francamente non si capisce perché la Chiesa cattolica continui a discriminare uomini e donne in base all’orientamento sessuale. Io respingo con forza questo atteggiamento: è come se uno venisse discriminato perché ha il colore della pelle diverso dal tuto; in questo caso di chiama razzismo, nell’altro omofobia»

C’è infine la riaffermazione della famiglia naturale uomo-donna. Secondo lei quanto l’esortazione del papa influirà e se potrà farlo nell’iter del ddl Cirinnà alla Camera?

«Intanto vi è il sospetto che questa uscita serva a condizionare l’iter parlamentare della legge e anche questa, se vogliamo, risulta essere una forma di ingerenza da parte della Chiesa. Nonostante ciò, sulle unioni civili ormai il solco è tracciato; siamo nella fase di votazione degli emendamenti prima di arrivare in Aula, ai primi di maggio. A quel punto, anche se questo sta nella determinazione del governo, è probabile che possa essere posta la questione di fiducia. Del resto, siamo in fortissimo ritardo e il tempo su questo è veramente scaduto. La Chiesa fa la sua parte ma il parlamento deve decidere per il bene dei cittadini»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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