Ex pm alla Robespierre: Di Pietro "Ingroiato"

08 febbraio 2013 ore 12:53, Lucia Bigozzi
Ex pm alla Robespierre: Di Pietro 'Ingroiato'
Antonio ‘ingroia’ Antonio. Nomen omen, nella ‘strana coppia’
Di Pietro-Ingroia: l’ex pm giustizialista è stato ‘giustiziato’ dal pm che scende/sale in politica per fare la Rivoluzione Civile ma con la toga sempre in valigia, perchè – non si sa mai - se la Rivoluzione arancione dovesse franare nelle urne c’è l’ufficio in procura sempre pronto. Due Robespierre che si ghigliottinano a vicenda e il paradosso è che dopo aver a lungo invocato il patibolo per gli altri, adesso Di Pietro rischia di finirci incastrato.
 Da Report in giù, per Tonino da Montenero di Bisaccia è iniziata una ri-salita dall’esito incerto. Dopo gli scandali alla Regione Lazio col fedelissimo Maruccio e la storia degli immobili Idv in ‘quota’ leader e famiglia, l’ex pm ha accusato il colpo ma non si è perso d’animo: con le politiche alle porte, la foto di Vasto ormai divenuta carta-straccia e il consenso in picchiata, ha scelto Ingroia per restare a galla e, soprattutto, per tornare in Parlamento. Poco importa se il partito su misura che aveva fondato, ha subìto una scissione-lampo, perso pezzi e personaggi (vedi il compunto capogruppo alla Camera Donadi); poco importa se quello schema politico del moralismo tout court sul quale ha monetizzato voti e appeal della cosiddetta società civile si è autocannibalizzato e, a sua volta, è stato cannibalizzato da chi gli ha strappato di mano la bandiera del moralismo e la spada del giustizialismo per rifondare la sinistra a sinistra di Bersani. Ingroia ha preteso un passo indietro, per lui e per gli eredi del comunismo duro e puro in cerca di riscossa: Ferrero, Diliberto e il verde Bonelli. “Il modo migliore per far fare un passo avanti alla società civile, è fare un passo indietro”: detto fatto. Di Pietro nella lista arancione c’è ma non in prima fila anche se in posizione ‘sicura’ se la lista sfonderà la soglia di sbarramento al 4 per cento. Come lui anche gli altri leader di Rifondazione, Verdi e Comunisti Italiani. Antonio Ingroia, invece, è candidato dappertutto: sarà lui il vero valore aggiunto del rassemblement sinistrorso anti-Monti, anti-Pd e anti-Vendola. Non è un caso se le bordate maggiori all’ex pm di Mani Pulite arrivano dai vendoliani. Gli uomini di Sel hanno il dente avvelenato con Tonino che ha rifiutato la mano tesa dal governatore pugliese per l’alleanza con Bersani. Gennaro Migliore colpisce laddove il dente duole, ovvero sull’ultima polemica infiammata: il caso Di Nardo, dipietrino favorevole al condono edilizio. Apriti cielo! “Vorremmo sapere cosa ci sia di rivoluzionario in un amico degli abusivisti edilizi. Nello Di Nardo, fondatore dell’Udeur e oggi fedelissimo di Di Pietro, guida le liste di Ingroia in Puglia, Liguria e Basilicata e lancia la campagna per il condono edilizio”, attacca il capolista di Sel in Campania. Sandro Ruotolo, ingroiano di ferro, dice che la linea di Rivoluzione Civile è contro qualsiasi idea di condono, ma Di Pietro tace. Meglio andare in soccorso del leader (Ingroia, appunto) dopo il botta e risposta – davvero triste per chi si propone come il nuovo che avanza – tra lui e il pm milanese Ilda Boccassini. Di Pietro prova a gettare acqua sul fuoco: “Era soltanto un discorso esemplificativo per illustrare una critica ingiusta che si fa ai magistrati e non per paragonarsi a Falcone. Credo si sia trattato di un equivoco ed il rispetto va alla magistratura tutta e alla memoria di due servitori dello Stato”. Ruotolo invece ci va giù duro, giustifica le parole di Ingroia perché “offeso dalla Boccassini” e, indirettamente manda messaggi a Di Pietro. Caserma che vai...Chi non ricorda le invettive dipietresche contro il partito-caserma di Berlusconi, il partito del padre-padrone, del leader carismatico? Le abbiamo sentite per anni e anni. E poi? Alla fine si scopre che l’Idv, con le dovute proporzioni, ne è stato per lungo tempo un epigono inconsapevole. Oggi, con la Rivoluzione Civile di Ingroia si replica: stessa scena, stesso film ma Di Pietro è diventato un attore non protagonista.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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