"Balosoap", show a Linate. L'effetto Balotelli vale solo per il calcio

08 febbraio 2013 ore 13:02, Alessandra Mori
'Balosoap', show a Linate. L'effetto Balotelli vale solo per il calcio
Balotelli, Milan, Milanello, lite con i vigili, Fanny. Parole chiave della “Balosoap” che fa ammattire il Belpaese nel clima elettorale. Super Mario Balotelli show, ancora e sempre. A Linate per prendere amici, macchina in divieto di sosta di fronte agli Arrivi. I vigili gli chiedono di spostare l’auto, lui finge di toglierla e subito dopo parcheggia in divieto. Riappaiono i vigili e scatta la multa. Super Mario si agita, discute, non vuole mostrare i documenti. Loro avviano i controlli sulla assicurazione e il calciatore riceve due contravvenzione. Balo, con patente inglese utilizzabile in Italia, fa salire gli amici e prosegue spedito a Milanello con la sua Fanny, ultima fiamma. Dopo l’esordio strepitoso di domenica scorsa, sua prima partita al Milan, doppietta fulminea contro l’Udinese a San Siro, è mattatore in campo e nella vita. Quante notti insonni dovrà passare ancora il Cavaliere? Parole sue. «Balotelli? Non mi ha fatto dormire la notte…» Intervistato il giorno dopo Berlusconi non riesce a placare l’adrenalina post partita e mantiene alta la carica. D’altra parte, l’ingresso al Milan non è stato casuale. TROVATA DA CAV. È andata così. Prima silenzio. D’improvviso l’inaspettato tira e molla, prima bolla il calciatore con un «è una mela marcia, non lo prenderei mai al Milan», poi lo ingaggia «perché fece piangere la Germania». Non si sa mai, facesse piangere anche lui di gioia per il responso delle urne. Così super Mario passa al Milan, Berlusconi gongola, il gioco è fatto: dalla casta al casting. Al di là dei sondaggi sulla trovata berlusconiana, l’effetto Balotelli condiziona la percezione degli italiani e termini come casta, politica, onorevole, palazzo, sport, gossip, modelle, bellezza, moda, star, elezioni si amalgamano, si fondono. Strana percezione la nostra. PARTITA NAZIONALE. Il 24 febbraio si vota per le elezioni politiche. Bene, questo stesso attesissimo e spasmodico giorno a San Siro si gioca il Derby Milan-Inter. Quando si dice il destino. Si vota per eleggere il nuovo leader politico che guiderà l’Italia arrabbiata e si gioca un derby sentitissimo al nord. Chissà se a Berlusconi e a Balotelli, quel giorno più che mai, fischieranno le orecchie. Silvio e Mario. Il primo con la mente alle elezioni, alla politica, ma con il cuore al Milan, l’altro concentrato a fare rete. Fa niente se è odiato, amato, insultato, invocato. Basta che metta a segno il gol della vittoria. Il 24 febbraio si gioca una partita nazionale nel Paese. Ma anche il calcio in Italia è un fatto nazionale. Guai a chi dice no. TORMENTONE ITALIOTA. Piace intriga appassiona. Odi et amo. Piaccia o no, con il Balotelli nazionale non ci si annoia mai. Chissà se negli spogliatoi si comporterà bene o provocherà guai, chissà se con il Milan andrà tutto liscio, chissà se tornerà con Raffaella Fico e se abbraccerà la figlia Pia. Sarà vero l’effetto Balotelli al voto? Pare che il calciatore valga un punto in più per il Pdl nei sondaggi. Altri si spingono ad attribuirgli il 2 per cento, di cui quasi centomila voti in più in Lombardia, regione decisiva per attribuire il premio di maggioranza nei seggi al Senato. Secondo gli ultimissimi test invece la new entry è elettoralmente ininfluente. Tutti si domandano chi vincerà le elezioni. Forse Mario farà piangere i tifosi di gioia, magari Silvio gli sarà grato, a sorpresa si fidanzerà di nuovo. Questione di gossip e di politica, nel calderone italiano.
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