Alex e il chilometro più lungo

08 febbraio 2013 ore 13:22, Lucia Bigozzi
Alex e il chilometro più lungo
Da ‘super’ a normale. Alex è un altro Alex nell’intervista “barbarica” con Daria Bignardi. Sta percorrendo il chilometro più lungo. Un passo dietro l’altro, verso l’unico traguardo che conti: la vita. Alex Schwazer ha vinto l’oro olimpico a Pechino, è caduto a Londra sotto il peso del doping, prova a rialzarsi tra le sue montagne altoatesine. Da campione a reietto in una manciata d’anni, oggi il maratoneta marcia per un’altra opportunità. Riscatto e non solo.
IL VECCHIO E IL NUOVO. Il volto è disteso, pulito, una faccia d’angelo che guarda nello schermo la faccia tirata, la maschera di un campione a tutti i costi. Anche a costo dell’Epo. Cinquanta chilometri al giorno, poi le gare e l’asticella di un traguardo spostata sempre più avanti, da raggiungere e basta. Un meccanismo infernale dal quale Alex si è fatto imprigionare e sul quale ha ipotecato, forse chiuso per sempre la carriera agonistica. “Sono stato uno scemo” dice alla Bignardi mentre rivede se stesso in gara, strabuzza gli occhi, quasi non crede a quello che vede. E in quella frase c’è il percorso che ha deciso di seguire, faticosamente. LA SFIDA. Stenta a riconoscersi in quel campione cresciuto forse troppo in fretta e in fretta diventato una sorta di automa. Gli manca la marcia ma, racconta, adesso la sua vita è un’altra. E’ quella di un ragazzo che vuole ricominciare da se stesso, che si è messo in discussione e cerca un’altra chance, fuori dal clamore e dai riflettori. Sembra passato un secolo dalla drammatica conferenza stampa nella quale tra lacrime, disperazione e i flash dei fotografi ha dovuto dire quello che sapeva ma che fino a quel momento – come ha raccontato alle Invasioni Barbariche – non avrebbe mai confessato neppure a se stesso. Ricorda: “Ogni giorno sapevo di fare una cosa sbagliata, sapevo che poteva arrivare il controllo, ma non sono riuscito a fermarmi. Uno non può doparsi perché tutti lo fanno, lo fai perché non vai d’accordo con te stesso e cerchi qualche scorciatoia”. Sta qui la sfida di Alex perchè “se uno ha più talento e più classe di un altro vincerà sempre”. Il talento di Alex, è il coraggio di chi ha sbagliato ma è pronto a ricominciare da sè in un tempo e in una società dove ammettere i propri errori, chiedere scusa e ripartire è …uno sport non à la page. Salvate il soldato Alex. Un uomo.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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