L'ultimo gioco di Silvio...perdere al meglio

08 febbraio 2013 ore 14:54, Lucia Bigozzi
L'ultimo gioco di Silvio...perdere al meglio
La pentola del
Cav, si sa, è sempre in ebollizione. Mai come stavolta, però, ciò che appare rischia di non essere ciò che è veramente e ciò che potrebbe accadere. Sul tavolo Silvio si tiene aperte più exit strategy, con un unico obiettivo: restare in sella nonostante la più che probabile sconfitta elettorale. In altre parole, partecipare ai giochi in Parlamento senza subirli.
Berlusconi sa che deve dosare bene gli ingredienti del menù elettorale: da un lato, drenare voti per diminuire il distacco da Bersani; dall’altro, oscillare tra il moderatismo e il populismo per convincere quella fetta di indecisi o delusi che sta in buona parte nel campo del centrodestra. Ecco dunque le ultime “trovate” sull’Imu o sui quattro milioni di posti di lavoro, sul fatto che solo lui è in grado di fare ciò che, in realtà, non ha saputo fare finora. Un crescendo rossiniano. Tutto serve per monetizzare politicamente il consenso del suo popolo e di quella larga parte che si è lasciato per strada negli ultimi due anni. Insistere sul ‘sorpasso’ a portata di mano, propagandare che i sondaggi sono dalla sua e che dunque sarà lui a vincere, fa parte del copione più classico del Cav, sia in tempo di vacche grasse che quando le vacche sono smunte e rinsecchite. In realtà, che la galoppata verso le urne si tradurrà nell’opposto di ciò che dice in tv o sui giornali, lo sa bene pure lui. E qui sta il punto: come gestire il dopo? Per questo è fondamentale portare alla Camera - ma soprattutto al Senato – un numero di deputati e senatori in grado di ‘pesare’. Solo così Berlusconi potrà ottenere due risultati al prezzo di uno. Il primo: condizionare l’andamento dei lavori parlamentari su dossier strategici quali le riforme , rilanciando ogni volta, in primis nella partita per il Quirinale. Il secondo: tenersi un margine di trattativa nel caso in cui a Palazzo Madama la maggioranza che si determinerà dal voto non avesse il quid dell’autosufficienza. La seconda opzione ne contiene però una terza, della quale si parla nei rumors di Palazzo: lo schema, forse mai tramontato, di una ipotetica grande coalizione. Larghe intese, insomma. Idea che tra i berlusconiani – quelli convinti e quelli ri-convinti per necessità di candidatura – si continua ad accarezzare anche come antidoto al pericolo più grande e temuto: la transumanza di parlamentari pidiellini verso i ‘pascoli’ moderati dei montiani. Exit strategy berlusconiane per restare a galla anche quando l’acqua sale…
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]