Perché l'Italia ha smentito solo in parte la condanna delle carni rosse?

08 febbraio 2016 ore 7:51, Andrea De Angelis
Ultimamente gli "affondi" contro questo o quel cibo sono all'ordine del giorno. Pensiamo ad esempio allo zucchero, letteralmente messo sul banco degli imputati durante le ultime feste natalizie con una serie di studi e ricerche volti a constatarne la sua pericolosità in caso di abuso. Ben vengano simili chiarimenti, direte voi. In ballo, infatti è la nostra salute

Così anche l'Italia ha detto la sua a circa cento giorni dall'intervento dell'Oms che fece in poche ore il giro del mondo. "L’effetto cancerogeno delle carni è condizionato da abitudini di cottura e trasformazione e, d’altro canto, la carne costituisce una importante fonte di proteine ad alto valore biologico e di altri nutrienti essenziali per la vita, soprattutto in alcune fasce d’età e condizioni di salute". Questo sottolinea un comunicato del Ministero della Salute dopo aver ricevuto le conclusioni cui è giunto il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (CNSA), a cui il ministro Beatrice Lorenzin aveva chiesto un parere dopo l’allarme lanciato dall’agenzia Iarc dell’Oms sulla relazione tra il consumo di carni rosse trasformate e fresche e un aumentato rischio di insorgenza di tumori del colon retto. 
"Il parere del CNSA" recita infatti il comunicato, "è stato reso al termine di una approfondita istruttoria svoltasi negli ultimi tre mesi. La Sezione del CNSA ha osservato preliminarmente che una completa conoscenza del contesto e delle variabili alle quali si riferisce IARC, come pure dei dati a supporto del lavoro pubblicato, sarà possibile solo quando, nel secondo semestre di quest’anno, sarà resa disponibile la versione finale e completa della monografia. Nel merito scientifico, la Sezione ha ricordato che l’insorgenza dei tumori è un evento derivante da più fattori di natura individuale, comportamentale e ambientale, tra i quali vanno considerate anche le abitudini alimentari".
Perché l'Italia ha smentito solo in parte la condanna delle carni rosse?
Dunque l'Oms non viene smentita del tutto, anzi.
Ma la condanna nei confronti della carne rossa è solo a metà. "Cottura e trasformazione", dunque i punti sui quali soffermarsi. Perché il Cnsa dà anche indicazioni alimentari nelle quali comprendere cibo di varia natura sul modello della dieta mediterranea. Il consiglio di sempre, insomma, che non poteva di certo venire meno proprio nella patria della dieta più invidiata (probabilmente) del pianeta, dove il verbo variare la fa da padrone. Più nello specifico, le raccomandazioni dicono di contenere il consumo di carne rossa, sia fresca che trasformata, e in generale si dovrebbero contenere le proteine animali a favore di vitamine e fibre. Il tutto, e qui veniamo alla cottura, "prestando particolare attenzione alle modalità di preparazione e cottura degli alimenti, limitando, in particolare, cotture alla griglia ad alte temperature e fritture".

L'abuso di carni rosse è perciò pericoloso, lo dice anche il nostro Paese. Viene da chiedersi quali siano i cibi dei quali non è pericoloso abusare. Quali i sistemi di cottura idonei a prescindere e ancora in che modo sia meglio difendersi da prodotti alimentari che arrivano sulle nostre tavole dopo dei trattamenti, diciamo così, non proprio ortodossi. L'intervento internazionale prima e nazionale poi nei confronti della carne rossa deriva probabilmente da un cambiamento delle abitudini alimentari importante, del resto il consumo di carne negli ultimi decenni è aumentato in modo esponenziale passando da cibo "dei giorni festivi" ad alimento presente (anche) nei fast food. 
In quest'ottica probabilmente si legge l'ammonimento arrivato in autunno nonché lo studio italiano. Che poi l'associazione carne rossa uguale tumore fosse scorretta era evidente, per quello basta un po' di sano buonsenso del quale, in questo caso sì, dovremmo sempre abusare...



caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]