Pareggite per Milan e Inter: così Milano rischia un altro anno senza Champions

08 febbraio 2016 ore 9:01, Andrea De Angelis
Mentre proseguono le polemiche sui cinesi andati a votare alle primarie democratiche del capoluogo lombardo, la Milano calcistica si interroga sul campionato in corso e soprattutto su quello che verrà visto che se l'approdo in Europa è abbastanza scontato, la qualificazione in Champions League è al momento poco più di un miraggio. 

Il riferimento alla Cina è, come avranno capito i calciofili più appassionati, dettato dal fatto che le due società milanesi sono sempre più made in Asia. Ci riferiamo ovviamente alla dirigenza, non tanto alla rosa (anche se non mancano Honda da un lato e Nagatomo dall'altro, entrambi titolari nelle ultime uscite stagionali). Doveva essere l'anno di rivincita per le due squadre della città che ha ospitato l'Expo. Invece, salvo clamorosi colpi di scena, il podio vedrà ancora lontane le due squadre, sorpassate quasi sicuramente da Juventus e Napoli e da una tra Roma e Fiorentina. 
Manca ancora un terzo di stagione e basta vedere la classifica di una dozzina di gare fa per comprendere immediatamente come ancora i giochi siano apertissimi. Allora l'Inter era prima, la Juventus a metà classifica e il Napoli lontano dal vertice. Ora gli azzurri sono al comando dopo aver vinto il titolo di campioni d'inverno, i bianconeri inseguono a sole due lunghezze e sono autori di 14 (!) vittorie consecutive, mentre l'Inter continua a non vincere ed inizia a subire anche goal. Una notizia nella notizia, visto che la difesa nerazzurra era stata la migliore per gran parte della stagione. In tempi non sospetti avevo detto che questa squadra non era da scudetto, ma il terzo posto sembrava un obiettivo possibile (non certo) per la compagine allenata da Mancini. Il quale ha visto soddisfatte le sue richieste di mercato in estate e anche in inverno, ma non riesce ad avere un undici titolare di riferimento. L'esatto opposto di chi, come Juventus e Napoli, ha titolari inamovibili e alternative altrettanto valide. La scarsa vena realizzativa degli attaccanti poi, ieri come oggi, resta probabilmente il vero problema di chi si allena alla Pinetina: puoi anche vincere 1-0 tante volte, ma non potrai farlo sempre. 

Venendo al Milan, bisogna dire che il momento di forma dei rossoneri è forse il migliore dall'inizio della stagione. Da quando Mihajlovic ha consegnato le chiavi del centrocampo a Montolivo i risultati si sono visti, anche la difesa è più stabile ora che il quartetto titolare è stato definito (bene Abate e Antonelli sulle fasce) e Donnarumma e Bacca sono, da un capo all'altro del campo, due certezze importanti per l'allenatore serbo. Eppure la pareggite continua a colpire i rossoneri: cinque quelli raccolti nelle ultime dieci gare, dove però bisogna sottolineare che è arrivata una sola sconfitta e la splendida vittoria nel derby. Insomma, se fino a due mesi fa tra le certezze del campionato vi era quella che l'Inter avrebbe concluso la stagione davanti ai cugini, ora che le due squadre sono divise da una manciata di punti non è affatto scontato che l'allievo (Mihajlovic) non superi il maestro (Mancini). 

Il problema semmai sono le altre squadre. Vero è infatti che sia la Fiorentina che la Roma hanno subito cambiamenti e vivono malumori interni (cambio di allenatore per i giallorossi, tensioni tra mister e società per i viola), ma entrambe puntano con forza a conquistare l'ultimo posto valido per la Champions League. E Milano, come lo scorso anno, rischia di restare fuori dall'Europa che conta. 
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