Napoli, ecco l'escalation di faide tra clan nel 2015. E Alfano: "Ora l'esercito"

08 febbraio 2016 ore 10:38, Marta Moriconi
Per il ministro dell'Interno Angelino Alfano "ci vuole l'esercito" per "far star zitte le pistole" a Napoli. Non usa giri di parole e va dritto al punto per far fronte a una vera e propria e emergenza che riguarda la città Partenopea, oggetto di un'escalation di omicidi (ma in Italia sono in diminuzione nel 2015). Un dato che Alfano non accetta anche se "a Napoli abbiamo ottenuto successi straordinari nel contrasto alla camorra" ricorda. Ma per il ministro dell'Interno il fatto che siano "intere generazioni di clan in carcere, boss al carcere duro" non può bastare se si pensa che a Napoli invece "gli omicidi aumentano". E a chi gli dice che "tanto si ammazzano tra di loro" Alfano risponde seccamente: "Noi non possiamo fregarcene e dobbiamo far star zitte le pistole". 
Lo Stato deve scendere in campo insomma, e il ministro l'ha detto "anche a Renzi": "Adesso a Napoli ci vuole ]
Napoli, ecco l'escalation di faide tra clan nel 2015. E Alfano: 'Ora l'esercito'
l'esercito". Con tanto di assenso del cardinale Crescenzio Sepe, che celebrando la Giornata per la vita ha tuonato: "I portatori di morte non potranno mai vincere". Eppure la magistratura, grazie alla collaborazione delle forze dell'ordine, aveva dato "fuoco" agli arresti di importanti boss locali. E' il procuratore generale di Napoli Luigi Riello, all'apertura dell'anno giudiziario, a chiarire che purtroppo il vuoto viene sempre riempito, e che il territorio "è finito in mano a giovani e giovanissimi, che stanno cercando con spregiudicatezza di occupare gli spazi con metodi violenti, e senza la capacità di misurare il rapporto tra benefici e costi delle proprie azioni criminali".
Dunque le sanguinose faide tra clan e la lotta di potere tra loro non sono facili da contrastare e il presidio militare non è detto che possa funzionare, ma si tratta sicuramente però di un controllo del territorio che può scoraggiare la raffica di agguati a cui abbiamo assistito questi ultimi mesi (ovviamente senza militarizzare la città). Parlando attraverso i numeri, l'obiettivo è importante anche perché finora ci sono stati 10 omicidi dall'inizio dell'anno, tre in 26 ore tra giovedì e venerdì. 
Per quanto riguarda il napoletano, lo scenario delle faide riguarda soprattutto i quartieri della periferia di Napoli, Miano e Agnano, come anche la provincia, il caso di Marigliano è solo l'ultimo degli episodi di sangue.
Ma qual è il movente? Le vecchie e solite guerre tra clan locali con tanto di agguati disposti per spartirsi le zone di spaccio. 
Ora però arrivano gli "uomini di Alfano" rappresentati dal contingente Strade sicure, che per il ministro è già pronto a collocarsi sul territorio napoletano. Manca solo un particolare: "Una norma per mandare più soldati a Napoli". Ed è d'accordo Luigi de Magistris: "Ce la faremo, non possiamo tollerare che un manipolo di violenti interrompa la rivoluzione e la rinascita della città". 

Per farvi un'idea della raffica di agguati che ha visto un  2015 di sangue nel napoletano, eccone alcuni tra i più cruenti.








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