La pioggia non ferma 2mila fiaccole in memoria di Giulio Regeni: "Ora verità"

08 febbraio 2016 ore 10:52, Lucia Bigozzi
Lutto cittadino e duemila persone in fila, sotto la pioggia per dire “ciao” a Giulio Reggeni. La comunità di Fiumicello, in provincia di Udine, si è stretta attorno ai familiari del giovane ricercatore ucciso in Egitto. Il corteo si è snodato per le vie del centro muovendo dalla sede del Comune per poi raggiungere il centro polifunzionale che Giulio frequentava durante i suoi soggiorni nel paese natale. Grande commozione: la gente ha sfilato in silenzio ed ha voluto far sentire la propria vicinanza sfidando le avversità metereologiche e in particolare una pioggia torrenziale che non ha dato tregua. Nelle parole del sindaco, Ennio Scridel, c’è tutta la partecipazione alla tragedia che ha sconvolto l’Italia. “Un filo ci unisce e manifesta la nostra forza, la nostra volontà. Giulio era cittadino mitteleuropeo, pretendeva e difendeva equità. La sua morte non sia vana. Ma noi vogliamo capire”. Già, la gente chiede di capire. Il ministro della Giustizia ha chiesto all’Egitto di fare in fretta e bene nelle indagini che dovranno dire chi ha torturato e poi ucciso il ragazzo italiano. Parole di conforto nella riflessione del parroco don Luigi Fontanot che ha ringraziato Giulio Reggeni “per questo dono della tua vita e grazie per il gravoso e doveroso impegno che ci lasci, noi cercheremo di assolverlo al meglio, ma sappi che continueremo a chiedere il tuo aiuto”. Il pensiero rivolto dal religioso al giovane ricercatore universitario sottolinea anche un altro aspetto della suja personalità: “Come uomo di fede, che nei diversi incontri e colloqui che abbiamo avuto so che tu hai condiviso devo dire grazie a Dio, Jhavé Padre, Allah o come vogliamo chiamarlo, grazie a Dio per averci dato Giulio”. Duemila fiaccole per Giulio. 

La pioggia non ferma 2mila fiaccole in memoria di Giulio Regeni: 'Ora verità'
Alla giornata in memoria di Giulio, ha preso parte anche il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani che alla famiglia del giovane ha voluto portare “l'abbraccio della nostra comunità e delle istituzioni ai genitori di Giulio. Tutta la regione è raccolta in cordoglio accanto a loro”. Proprio la Serracchiani ha accolto all’aeroporto i genitori di Reggeni che riportavano a casa la salma del figlio. “Ci sono poche o forse nessuna parola per aiutare e confortare chi ha subito una perdita così straziante: era però giusto testimoniare con un piccolo atto quanto siamo tutti sconvolti da questo barbaro assassinio. Giulio era una sicura speranza per il futuro, una gioia e un orgoglio per i suoi genitori. Ho voluto dire loro che in qualità di rappresentanti delle istituzioni, dei nostri cittadini, non ci rassegneremo a brancolare nel buio delle ipotesi o delle mezze verità”, ha concluso la presidente della Regione. In attesa dei funerali, previsti per venerdi, la domanda che tutti in queste ore si pongono è la stessa: “Chi e perché ha ucciso Giulio?”. L’auspicio è che presto si trovi la risposta e chi ha tolto la vita a un giovane innamorato della vita. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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