Le carni rosse fanno male? Solo questione di cottura: anche la rete sgonfia l'allarme

08 febbraio 2016 ore 11:15, Americo Mascarucci
L'allarmismo è stato "sgonfiato" e pure parecchio.  
Ricordate quando ad ottobre l’Organizzazione Mondiale della Sanità decretò che le carni rosse erano una delle cause dell’insorgenza del cancro? Scoppiò il finimondo perché, come sempre avviene in questi casi, basta un allarme, fondato quanto volete ma pur sempre discutibile, per mandare in allarme l’universo mondo. Perché, paradossalmente c’è chi fuma due pacchetti di sigarette al giorno come fosse aria pura, ma poi rinuncia alla bistecca per paura di beccarsi il cancro. Paradossi che però la dicono lunga su come spesso basti una notizia di un certo tipo per sconvolgere le abitudini anche alimentari di un individuo. 
Il mercato della carne rossa né risentì ovviamente parecchio e non furono pochi i produttori che si scagliarono contro l’Organizzazione Mondiale della Sanità accusandola di aver fornito dati fuorvianti e non veritieri. Sulla rete si scatenò il dibattito e non mancarono medici nutrizionisti in tutto il mondo che intervennero a smentire l'allarmismo dando vita ad un botta e risposta molto animato a dimostrazione di quanto l'argomento fosse davvero sentito e partecipato.
Le carni rosse fanno male? Solo questione di cottura: anche la rete sgonfia l'allarme
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiamata in causa sull'argomento, inizialmente invitò alla cautela per evitare il diffondersi di eccessivo allarmismo e poi incaricò il Comitato nazionale per la Sicurezza Alimentare di rilasciare un parere in merito. Ebbene, il parere è arrivato. 
Il Cnsa ha confermato che l’eccessivo consumo di carni rosse può effettivamente provocare neoplasie ma specificando che "l’effetto cancerogeno delle carni è condizionato da abitudini di cottura e trasformazione". Nel contempo i ricercatori del Cnsa hanno anche specificato che la carne resta un alimento importantissimo contenendo una notevole quantità di proteine utilissime per la crescita e il sostentamento dell’uomo. Il Cnsa, nella sua valutazione, ha anche detto che la carne non fa male se consumata in maniera limitata e che spesso il suo consumo può essere sostituito da alimenti che contengono vitamine e fibre. Il Cnsa ha raccomandato inoltre di: "prestare particolare attenzione alle modalità di preparazione e cottura degli alimenti, limitando, in particolare, cotture alla griglia ad alte temperature e fritture".
Come dire; la carne può far male e generare tumori come qualsiasi altro tipo di alimento non trattato adeguatamente o cotto male. Quindi mangiare una bistecca non comporta automaticamente l’insorgenza del cancro purché se ne faccia un uso moderato, non se ne ecceda. Come tutte le cose insomma. 
Tanto rumore per nulla dunque? Il tutto per scoprire poi la classica "acqua calda"? 
In questo caso l'allarme era fondato ma non al punto da sentirsi in dovere di invitare le persone a bandire per sempre la carne rossa dalle tavole.
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