Unioni civili, la senatrice 5S "in bilico" Blundo confessa: "Voterò come la maggioranza"

08 febbraio 2016 ore 11:20, Marta Moriconi
Gioco serissimo: troviamo insieme chi tra i senatori del M5S è contrario alla stepchild. E' l'incipit di un articolo su gay.it che indaga sul voto pentastellato al ddl Cirinnà. Abbiamo intercettato Enza Blundo, il cui voto risulterebbe ancora non dichiarato,  che ha spiegato a IntelligoNews perché voterà sì, dopo alcune perplessità. 

Senatrice, è tra quei senatori di cui non si conosce il voto sul ddl Cirinnà. Lo sa?

"Noi abbiamo un modo di operare. Il principio base del nostro movimento è fare sempre delle scelte sulla base della maggioranza dei votanti nel caso delle consultazioni o dei presenti rispetto alla nostra composizione parlamentare. Nel caso specifico del voto, il tempo della consultazione è stato breve e poi c'è da considerare la poca chiarezza delle richieste all'interno del quesito referendario. Fermo restando ciò, noi abbiamo comunque deciso di fare un voto di maggioranza. Ma si erano generate delle divisioni di opinioni tra i votanti stessi, proprio tra gli attivisti. E' evidente che era necessario a quel punto dare la libertà di coscienza, dovuta proprio alla modalità di questa votazione e alla delicatezza del tema". 

Detto questo, come voterà senatrice Blundo? 

"Io resto dell'idea che la nostra forza è prendere delle decisioni a maggioranza dopo un confronto aperto che ci è stato già nella scorsa settimana. Io personalmente voterò come la maggioranza, ho avuto modo di esprimere i miei dubbi e le mie perplessità". 

La maggioranza dice sì al Ddl Cirinnà, dunque anche lei? E di quali dubbi parla?

"Esatto, però non sappiamo cosa accadrà nella votazione degli emendamenti e cosa deciderà la maggioranza a seguito di questa votazione. Io personalmente mi atterrò alla maggioranza, come mi ci sarei attenuta con lo stralcio dell'art.5. Le unioni civili sono dei diritti da riconoscere a una realtà già esistente. Le mie perplessità, all'inizio, erano relative al rischio di più unioni civili, tipo la poligamia...  ".

Lei ha risolto i suoi dubbi iniziali, dunque? 

"Io li avevo fatti presente con delle proposte emendative, che non ho presentato perché il gruppo aveva ritenuto di non presentarle. Però la mia perplessità è stata raccolta: all'interno del Ddl Cirinnà nella successiva stesura è stato inserito non più di un'unione civile"


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